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  • 14 apr 2025
  • Tempo di lettura: 26 min

Aggiornamento: 2 giorni fa


Liberi dalle ipocrisie sull'Amore: la creatività come nuova via per amare in modo complesso e libero


Il Principio che dovrebbe guidarci non è tanto la rinuncia o l'adesione a qualche modello, quanto comprendere che ciascuno è differente e che solo se sarà valorizzato nella sua modalità relazionale specifica, potrà costruire all'interno di quella scelta in modo saggio e sapiente. La coppia, una rete di relazioni, il monaco, sono tutte opzioni plausibili ma unicamente se scelte come necessità all'interno di un percorso di crescita, che si può modificare anche nel tempo, sempre in rapporto all'ascolto profondo di noi stessi. Tutto ciò che è imposizione o ribellione a priori, indicano una strada che non si accompagna con le esigenze di crescita dei singoli e presto o tardi porteranno il loro conto. Il centro di tutte queste forme relazionali è crescere in alcuni aspetti di noi stessi, esigenze dell'anima di sviluppare qualità più profonde, chi più verso la libertà, chi più verso l'appartenenza e così via, ma il centro non è mai il modello ma l'ascolto continuo di ciò che ci permette di fiorire. Bisogna portare verità, uno scorrere continuo di vita e a volte bisogna cambiare gli assetti. Prima si fa un lavoro di ascolto e accoglienza del nostro modo naturale di fiorire e più vedremo sgorgare infiniti modi creativi di relazionarsi, ciascuno unico, ma certamente autentico e di testimonianza.

In questo capitolo del libro affrontiamo il tema delle relazioni d'amore. Non lo tratterò come un manuale per migliorarle, cosa che potrai trovare praticamente ovunque, ma ti presenterò l'esigenza di ribaltare completamente il nostro modello sociale legato alla strutturazione delle relazioni d'amore. Ritengo infatti che l'eccesso di pornografia, l'utilizzo importante della prostituzione, siano i segnali evidenti di un disagio profondo nelle relazioni. Se bene alcuni possano imputare queste difficoltà importanti ad un disagio nel singolo, ritengo sia necessario fare un ulteriore passo indietro.



L'essere umano ha una modalità naturale di amare e di entrare in relazione che lo spingerebbero unicamente ad esplorare e a generare rapporti liberi, così come accade nella nostra società nell'amicizia. Infatti, in questa struttura non struttura, in cui ciascuno può semplicemente vivere ciò che desidera in funzione di un suo interesse, difficilmente si creano le difficoltà e le patologie che troviamo nel mondo dell'"amore", meglio chiamarlo "relazioni istituzionalizzate". Questa notevole differenza deriva non da un disagio dell'essere umano, ma dall'impossibilità di incastrare l'essere umano, così come nel lavoro, in una forma stretta, che non prevede l'espressione libera e piena di sé.


Questo fattore, invisibile in quanto ormai dato per scontato, genera prassi sociali, che inevitabilmente condizionano l'ascolto di sé e alterano i reali bisogni. Nella storia abbiamo visto tentativi di impostare in modo rigido le relazioni e contrapposizioni talvolta estreme a questa rigidità. Nessuna di queste due prospettive ci ha garantito una felicità reale. Possiamo infatti, ed è così che abbiamo affrontato anche le altre aree di questo testo, superare la conflittualità tra due rigidità, unicamente se accettiamo il nostro ruolo creativo nel generare prassi nuove e realmente rispettose dell'essere umano.


Oggi non si tratta di proporre un modello rigido alternativo, quanto piuttosto dirci chiaramente che le relazioni sono quasi sempre fallimentari nel tempo, perché tengono fuori dei bisogni essenziali.


In un'ottica di complessità, e per generare comportamenti realmente etici, dovremmo necessariamente immaginare delle forme di amore che possano mettere insieme la libertà, l'affettività, il rispetto della propria individualità, la connessione autentica, la possibilità di avere dei figli, il diritto indispensabile di mantenere vivo il desiderio sano di continuare ad esplorare e conoscere, il rispetto della sensibilità dell'altro e non l'essere soggiogati alle sue insicurezze e la possibilità di rendere questo modello sostenibile nel tempo e arricchente.


Solo un atto creativo personale sarà in grado di unificare tutti questi aspetti dell'amore. Non possiamo invece più immaginare che sia possibile prendere delle scelte che tengono fuori una parte di noi, perché questo, inevitabilmente, porterà a tutte le distorsioni che osserviamo nel nostro mondo. Un essere umano libero realmente di conoscere persone, di non accusarsi per la propria natura, capace di accogliere i propri desideri e di sentire la bellezza di condividere insieme all'altro questi desideri, proprio perché anche l'altro sceglie nella sua libertà, non potrà che generare del bene.


Probabilmente modelli di rigidità si sfalderanno, ma sorgeranno reti di relazioni profonde e durature, capaci di generare ricchezza al di là dei parametri ai quali oggi siamo abituati. Per poter realizzare questa utopia di fatto, ovvero un qualcosa di idealmente perfetto ma con delle criticità per il nostro stato attuale, è necessario cogliere l'importanza di crescere profondamente e continuamente, affinché la nostra soddisfazione profonda venga messa al centro di tutto. Solo un essere umano realmente evoluto potrà mettere in atto quanto qui presentato e generare un valore per se stesso e per gli altri. Qui si desidera prendere atto della naturale bontà degli esseri umani e recuperare una spontaneità che si orienta verso l'alto e l'altro.


In un modello di questo tipo, se so di poter generare una sofferenza o se un mio desiderio si scontra con il bene dell'altro, sarò capace di fare un passo indietro in quanto la mia piena libertà, non mi renderà difficile rinunciare ad un piccolo aspetto per un senso di amore più profondo, che desidererò tutelare. Per vivere un amore etico e vedersi dissolvere tante forme di negatività sociale e di sfoghi, abbiamo bisogno di vivere vite in pieno accordo con i nostri bisogni più profondi, non temendo di uscire da qualche parametro sociale, ma neanche accontentandoci di vite pesanti e atti di sfogo verso l'altro. Riappropriamoci del senso più alto della libertà e una rete relazionale sana sarà possibile e ci arricchirà profondamente.



L'Amante interiore: Il nostro bisogno più profondo è la Relazione Spirituale

Il nostro bisogno più profondo, secondo la mia esperienza, è legato a un percorso spirituale. Rivolgersi verso l'interno, incontrare quell'amore profondo che risiede in noi, che ci abbraccia e ci fornisce tutto ciò di cui abbiamo bisogno, è la chiave per condurre una vita piena e felice. In realtà, non dipendiamo per la sopravvivenza da soddisfazioni relazionali che rispecchino esattamente i nostri desideri con tutti i parametri importanti che abbiamo in mente. Le delusioni amorose, le delusioni nelle relazioni, sono essenziali per spingere l'essere umano a guardarsi interiormente, a scavare sempre più a fondo fino a trovare una dimensione di amore profondamente radicata, intrinseca all'essere umano.


Questa è la sfida della spiritualità: offre la possibilità di trovare la nostra libertà esclusivamente attraverso un approccio spirituale. Ciò ci consente non solo di vivere un equilibrio, ma una totale libertà che può condurci a un'esperienza estatica. Questa è la grande sfida dei mistici: la capacità di vivere un amore totale, un regno interiore d'amore, che finalmente ci libera dai condizionamenti della società e dalle dipendenze che crediamo di dover subire nella vita.


L'elemento chiave è quello spirituale e la pratica della meditazione è fondamentale per radicarci in quest'esperienza. Ti invito a seguire le pratiche di meditazione che verranno presentate nel corso, poiché sono essenziali per intraprendere questo viaggio e radicarti in questa esperienza interiore. Non sto suggerendo che tu segua il mio modello di amore o che io ti esponga la verità assoluta sull'amore. Tuttavia, è innegabile che la nostra società richieda un cambiamento radicale: le forme tradizionali e quelle di ribellione attuali non funzionano. Abbiamo bisogno di un passaggio creativo, ma per farlo, l'essere umano deve essere libero.

Se raggiungiamo la libertà interiore e troviamo questa fonte d'amore dentro di noi, inizieremo a comprendere cosa sia veramente l'amore. Non avremo bisogno di dipendenze e avremo la libertà di scegliere ciò che ci fa veramente sentire e sperimentare l’amore.


Certamente, ciascuno di noi si trova di fronte a un bivio: seguire i parametri consolidati, tradizionali, quelli che ci garantiscono una sorta di sicurezza per evitare giudizi esterni, oppure iniziare a prendere sul serio le proprie percezioni, i propri bisogni autentici. Per poter fare questa transizione, niente è più importante che rendersi conto che, volendo, possiamo prescindere per periodi piuttosto lunghi dalle influenze esterne, arricchendoci profondamente dall'interno. Se ci immergiamo in questa esperienza, acquisiremo una visione più chiara di ciò che accade nel mondo esterno, riconoscendo le falsità.


Tuttavia, se ci rendiamo conto delle contraddizioni esistenti nella società - sull'amore, la famiglia, la coppia, il lavoro, la scuola - cosa facciamo il giorno seguente? Spesso, continuiamo avanti per timore di essere giudicati o criticati, pur sopravvivendo. Queste paure ci spingono a rimanere ancorati a quel tessuto sociale che riconosciamo come parte della nostra comunità. Temiamo di sentirsi esclusi e di "morire" nel momento in cui percepiamo una realtà disfunzionale ma non abbiamo il coraggio di affrontarla, temendo di rimanere isolati. Molte persone, pur vedendo chiaramente le problematiche, ritornano nel sistema per evitare l'angoscia che deriva dalla verità evidente.


Le famiglie, ad esempio, spesso si perdono nel tempo, diventando gabbie di disperazione. Le persone che convivono sotto lo stesso tetto per decenni, palesemente perdono se stesse. Tutto ciò diventa ipocrisia, poiché raramente le persone mantengono la propria individualità e esplorazione, limitandosi a essere coinquilini più che compagni di vita. Questo viene percepito dai figli, dalla società, da tutti.

Tutto ciò ha un impatto sulla nostra autostima e sulla nostra sicurezza personale. Diventa estremamente difficile affrontare la realtà, poiché comporterebbe un cambiamento radicale nella nostra percezione del mondo. È come se una bomba stesse per esplodere, ma noi non riusciamo a sentirla, a riconoscerla, poiché non siamo stati aiutati a comprendere il suo sorgere.


Tuttavia, anche nella morte c'è la possibilità di una rinascita. È possibile accettare il declino delle foglie, lasciarle cadere e accogliere la nascita di nuovi germogli. La società, invece, sembra preferire attaccare foglie che stanno cadendo per paura, dipingendole di un verde finto che non riflette la vera natura della vita. Quando sorgeranno i nuovi germogli, essi cercheranno di emergere sotto quelle foglie che abbiamo appiccicato, tentando di liberarsi dalla colla.

Siamo a un punto in cui dobbiamo decidere se rimanere ancorati a quei vecchi schemi oppure permettere ai germogli della vita di emergere liberamente, senza aggiungere altro adesivo.


Certamente, ci siamo chiesti se, quando cadono queste foglie rosse, non ci sarà più nulla, e l'unica soluzione sembra essere quella di incollare sempre, attaccarsi ai nuovi germogli, invece di comprendere il fluire della natura, lo scorrere dello spirito e di questa profonda esperienza che possiamo vivere. C'è un costante ciclo di nascita e morte, e se non siamo capaci di accettare questo ciclo, di rimanere saldi anche quando l'esterno sembra crollare, non saremo in grado di innovare, di creare qualcosa di nuovo. Se riceviamo una rivelazione, un'ispirazione, una nuova creatività, dobbiamo essere pronti a dire: "In questo momento non ci sono certezze".


La società potrebbe non comprenderci, gli altri potrebbero non capire la nostra situazione. Potrebbe arrivare un momento in cui non sapremo come agire. Se non riusciamo a fare questo passaggio, a attraversare questa presunta morte esterna, rimanendo ancorati a una profonda consapevolezza e avendo il coraggio di rinascere, di reinventare, non potremo creare qualcosa di rispettoso verso i nuovi tempi.


La paura potrebbe prendere il sopravvento, potremmo arrabbiarci, potremmo temere di non agire meccanicamente. È necessario un tempo che porti nuove rivelazioni e intuizioni, richiedendo talvolta la rottura di legami per ricostruirli completamente, liberandoli da falsità. Se non siamo in grado di rompere quei legami, anche solo temporaneamente, per ricostruirli radicalmente, rimarremo attaccati a falsità e a una morte, camuffata in nome di vari aspetti sociali come religione, società, famiglia, figli e così via.


In pratica, ci ritroveremo con milioni, miliardi di foglie morte appiccicate all'albero. Quando i nuovi germogli emergeranno, vedranno tutto questo e potrebbero dire: "Ma che orrore, queste foglie rosse appiccicate... questa è la vita?". Tutti saranno frenetici nel cercare di evitare qualcosa di nuovo, poiché mettere in discussione tutto richiederebbe un cambiamento totale, e pochi hanno il coraggio e la pazienza per concedersi questo tempo.

È cruciale comprendere il legame tra i vari temi che affronterò nei corsi: l'amore, la rivalutazione dei parametri, la ricerca di tempo per sé stessi (ad esempio attraverso la meditazione) e il lavoro che, talvolta, sembra impedirci di fare tutto questo. Questi argomenti sono interconnessi, e ti invito a seguirmi attraverso questo percorso.


Certo, siamo immersi in questa profonda esperienza spirituale. Ti invito ad esplorare le meditazioni offerte all'interno di questo corso, per vivere pienamente l'esperienza di essere convinti al cento per cento della verità che risiede dentro di noi, costante come la linfa primaverile. Tuttavia, questa verità non sempre si manifesta nella stagione della primavera, quando le cose sembrano cadere, ma porta con sé qualcosa di bello, attuale, e vivo.


Questo nuovo che sta sorgendo manterrà elementi del passato ma sarà differente, sarà unico, ricco di vitalità. Dobbiamo avere il coraggio di aprirci a questa novità, ricordandoci che non deve essere una ribellione cieca contro il vecchio. Se, al posto di semplicemente dipingere le foglie rosse, le strappassimo via, non risolveremmo nulla. Lo strappo in sé non è la soluzione; non si tratta di sradicare ciò che tiene insieme in modo artificioso. Dobbiamo evitare sia la rigidità della tradizione che la ribellione priva di senso. Ciò che è morto, semplicemente deve cadere, e dobbiamo aprire le porte all'ascolto del nuovo che emerge.


La vera domanda che ci poniamo oggi è: come permettere al nuovo di emergere? Come abbracciarlo, essere in sintonia con la nostra coscienza, la nostra bellezza, la nostra eternità, per far rinascere nuovamente un'intera serie di esperienze positive e meravigliose nel mondo? Ognuno di noi gioca un ruolo fondamentale in questo processo, nell'ascolto autentico di sé stessi, nella fiducia in questa forza rigeneratrice.

Una mappa utile per orientarci in questa forma complessa mettendo al centro l'etica

L'essere umano è paragonabile ad un fiore con una struttura originale. Noi non possiamo incasellare ogni persona in parametri rigidi, altrimenti lo snatureremo e così facendo gli impediremo di ascoltarsi. Questo distacco genera ogni forma di sofferenza o interiore o esteriore


Possiamo scegliere di vivere l'amore in una modalità per noi perfetta. Nonostante oggi sia possibile vivere relazioni più libere, in forme non perfettamente definite come in passato, questo non significa che sia l'unico modo per vivere in relazione. Anzi, una persona che sente la coppia come la propria forma ideale, se realmente lo sceglie, può trovare in questo il massimo benessere, così come un monaco, se non soggiogato da una imposizione e da una vergogna per la propria dimensione umana naturale, potrà vivere anche forme di castità con una pace nel cuore. Ascoltati, verifica, correggi e lasciati ispirare interiormente.


Non dobbiamo creare un modello che voglia distruggere gli altri per una forma reattiva, ma semplicemente indicare che se accoglierai la forma più idonea per la tua persona, che a volte è necessario ricreare da zero, sicuramente giungerai al rispetto dell'altro. Non siamo macchine difettate che vanno corrette per un errore di fabbrica, siamo esseri viventi, simili a degli alberi, ciascuno ha bisogno del proprio terreno, del proprio clima, questo garantisce il benessere profondo.



Se utilizziamo questo ragionamento per fare quello che ci pare, ignorando i bisogni degli altri, questo non viene fatto nel mio nome, in quanto io faccio questo ragionamento soltanto perché non esiste altro modo per fare il bene degli altri e di noi stessi, se non ascoltare e riconciliarci con ogni parte di noi, risvegliandone l'intelligenza profonda. Se io imposto una modalità che con chiarezza e trasparenza, mostra ciò che può offrire e rispetta sempre la danza che l'altro vuole mettere in gioco, non potremo più cadere in una forma repressiva e abbatteremo alla radice la motivazione che conduce l'uomo a trasgressioni ridicole a volte dannose.

L'unione di un ragionamento di tipo spirituale insieme ad una riflessione sulla relazioni d'amore è oggi realmente essenziale. Una forma religiosa si radica sempre su modelli tradizionali e il mondo si sta muovendo in una apertura e comprensione che esistono molti modi per essere al mondo anche nel campo dell'amore. Io non ritengo questi due mondi in antitesi, affatto. In passato una persona omosessuale doveva vergognarsi di esistere e rifiutare la religione per poter sopravvivere mentalmente ad una pressione di colpa. Oggi la si perdona. Ma realmente pensiamo di poter decidere noi cosa è bene o cosa è male? Realmente possiamo immaginare che la castrazione di una persona per l'intera vita sia un bene? Dall'altra parte dobbiamo vedere che questo blocco e giudizio ricevuto per secoli ha generato una rabbia da parte di chi ha subito tutto questo e che ancora oggi non ci sia solo una espressione libera e serena della propria natura ma molto senso di ribellione e di lotta. E' stato forse necessario, ma è realmente importante che ci si ponga in modo pacifico e che si strutturino vite che contengano in loro stesse il meno possibile un senso di ribellione e il più possibile una dimensione di scelta creativa e ricca di gioia.


Il compito non è stabilire dove sia il bene e dove il male a priori, ma cercare di mettere la persona in uno stato di accoglienza e amore e vedere cosa tiene in piedi per senso di rabbia e cosa realmente le appartiene. Se facciamo questo, la libertà umana, non è mai un pericolo. Infatti per un essere umano è piacevole che si generi una danza con l'altro e che l'altro stesso lo scelga. Pertanto risulta evidente che la consensualità e il bene delle le persone coinvolte sia un parametro di verifica. E' infatti impossibile che un bisogno reale sia un bisogno predatorio che genera violenza. Le scelte libere sono danze con l'altro dove io desidero incontrare l'altro nella modalità anche per l'altro migliore.


Sta a noi comprendere come sia una fase storica magica, in cui realmente i bisogni profondi di tutti e le caratteristiche originali di ciascuno possano trovare una forma espressiva, pienamente rispettata. E' fondamentale immaginare una forma libera che consenta a ciascuno di scegliere in base alla propria natura. In un'ottica di complessità, dovremo immaginare che una scelta libera di una persona non può definire una verità per tutti. Scegliere liberamente liberandoci anche del bisogno di affermare l'unicità della nostra scelta, perché ci siamo pacificati con la nostra natura.


Oggi abbiamo la possibilità di vivere relazioni più libere, pensare la relazione d'amore come una rete di rapporti piuttosto che incluse in forme classiche. Questa modalità, che può prevedere più relazioni è una possibilità in più rispetto al passato ed è adatta a chi ha come bisogni primari, la libertà e l'esplorazione. E' importante cogliere come anche in queste forme sia necessario un rapporto di amore, di rispetto e di continuità, ma semplicemente il rapporto sarà più orientato all'individuo e alla rete, che ad una continua condivisione di scelte e di una progettazione necessariamente comune.


Chiaramente come abbiamo detto la coppia o addirittura la scelta monacale possono essere scelte straordinarie se pienamente accolte in libertà, purché siano sempre soggette ad una verifica, così come le altre forme. La persona deve fiorire e sentirsi felice, libera e questa scelte deve portare la persona a godere di una vita ricca. E' chiaro che possono esserci difficoltà, ma la difficoltà non dovrebbe mai essere una forma di insostenibilità perché questo alla lunga non può che portare a delle difficoltà più gravi. A volte sono necessari unicamente degli aggiustamenti. Che una coppia lavori sul proprio rapporto o prenda degli spazi anche fisici più separati così da gestire meglio il rapporto può essere una strada necessaria nel corso del tempo.


Chiariamo questo, che se bene sia indispensabile strutturare la propria vita nel rispetto del proprio fiorire originale il percorso personale di crescita, fisico, psicologico, spirituale, legato allo stile di vita e a molto molto altro, è fondamentale che prosegua costantemente. Infatti è evidente che in una prigione l'uomo non può manifestare la propria natura, specialmente se se la sceglie, ma il fulcro deve essere attingere sempre a quella fonte di amore e di vita che realmente porta vitalità e bellezza alle nostre scelte. Ricordiamoci quindi sempre nella nostra profonda interiorità che ci accoglie e ci consente di crescere, partendo da un'amore profondo, che nessuna esperienza umana può compensare. Va necessariamente scoperto e annaffiato saggiamente.

Amarsi in modo libero e creativo: perché ci hanno convinti a temere la nostra libertà?

Parliamo ora della manipolazione fondamentale, la schiavitù principale in ambito spirituale che smascheriamo con la meditazione, osservandola e lasciandola andare gradualmente per fare spazio alla nostra piena e autentica libertà. Questa manipolazione fondamentale, su cui si regge gran parte della società e del suo dominio su di noi, è un meccanismo automatico di giudizio, odio e accusa che proclama: la libertà individuale è pericolosa. La persona libera è vista come una minaccia e, di conseguenza, deve interiorizzare regole rigide che dovrebbero garantire l'ordine sociale.


Questa è la più grande sciocchezza mai detta sull'essere umano. Solo chi non lo conosce può affermare una cosa simile. Ciascuno di noi, in un'esperienza spirituale, può riscoprire la propria innocenza, quella che avevamo da bambini, quando danzavamo spontaneamente, liberamente, esprimendo la nostra unicità. Ricordo le mie danze infantili, bellissime, che mi facevano sentire pienamente me stesso. Tutti abbiamo danzato e giocato in quel modo da piccoli. C'è un ritmo naturale, una spontaneità meravigliosa che è la nostra piena libertà. Se non fossimo stati circondati da adulti "malati di mente", intossicati da questo principio di accusa e manipolazione ereditato nel tempo, da cui non hanno saputo emanciparsi, ma che anzi spesso hanno protetto con le loro regole e i loro atteggiamenti, danneggiando i figli e sé stessi...


Se non ci liberiamo da questo sguardo petulante e da questa modalità di accusa verso noi stessi, non avremo la capacità di ascoltare il nostro sorgere spontaneo, quella danza interiore di cui parlo. L'esperienza ci insegna che se una persona, invece di essere stata castrata dai genitori e dalla società, fosse stata aiutata, valorizzata, stimolata e si fosse trovata in un ambiente capace di apprezzare le sue caratteristiche naturali e di farle emergere nella loro spontaneità e libertà, il mondo non avrebbe gran parte del male che vediamo. Anzi, forse non esisterebbe proprio il male, inteso come ciò che abbiamo costruito sopra la naturale ciclicità di morte e rinascita, pervertendo la società.


Voglio che tu ti liberi profondamente da questo, e puoi farlo attraverso la meditazione, la via per lasciare andare i nostri condizionamenti spirituali. Quando tocchi quel nodo, tocchi la libertà. E l'unico modo per raggiungere questa libertà è lasciare andare quei finti "genitori" – la società, gli insegnanti – che si sono sostituiti a Dio, alla coscienza, allo Spirito, prendendo il loro posto. Che tu creda o meno in questo Dio, di cui parlo come dell'esperienza più intima che un essere umano possa fare, questi apparati sociali si sono sostituiti alla paternità e alla maternità di quel padre e di quella madre interiori, pieni di amore, che vogliono donarti tutta la vita e tutta la bellezza. Loro generano la vita per te e ti danno delle norme che sono le leggi naturali e spontanee che governano il movimento dei pianeti, delle stelle, delle galassie, il sorgere del sole.


Sembra utopistico, voler volare in cielo, ma è esattamente questo che dobbiamo comprendere. Il sole, con il suo meccanismo perfetto, è molto più interessante del caos delle nostre città, dove non riusciamo nemmeno a far funzionare un semaforo. Tutta questa roba è bloccata, mentre il sole compie ogni giorno questo miracolo e illumina tutti, e la natura fa cose incredibili. Se fosse nelle mani della società, avremmo fatto fallire tutto. Ma ringraziando il cielo, c'è il sole, ci sono gli alberi che seguono la legge naturale, la legge dello spirito. Questo spirito straordinario di vita è in grado di produrre la vita e generare una creatività incredibile, e noi esseri umani apparteniamo a questa legge.


Le leggi umane non sono importanti. "Oddio, che stai dicendo? Ma stiamo scherzando? Andiamo a finire male se ognuno ascolta sé stesso!" Ma questa è la mente che parla. La mente ritiene impossibile tutto ciò che è nuovo perché lo mette in discussione. A volte sorgono in noi le contestazioni della mente, ma la realtà è che esiste una legge interna, una legge pazzesca. L'essere umano è come un sole che, con la sua bellezza e la sua creatività, può illuminare un numero infinito di persone, arricchendole con la propria originalità e presenza. Abbiamo in noi la sorgente per far fiorire la nostra unicità. L'essere umano oggi è chiamato a esprimere pienamente questa originalità.


Non abbiamo alternative, perché l'originalità nasce solo dalla libertà, e la libertà ci viene data solo dal lasciare andare i condizionamenti esterni che vogliono dominarci con le paure per renderci schiavi del lavoro e produrre, produrre per non si sa chi. Siamo tutti molto schiavi, anche per quanto riguarda il lavoro, tema che ti invito ad approfondire nell'altro corso.


Siamo chiamati a esprimere la nostra originalità, che è la nostra libertà. Ma fin da piccoli ci è stato instillato, con fiabe e storie – come avviene nelle grandi dittature, dove si creano storie per indurre i bambini ad avere paura della propria libertà e ad addestrarli a seguire le regole della società o della dittatura di turno – un senso di timore verso la libertà. Assolutamente lungi da me dire che viviamo in una dittatura, vero. Però abbiamo delle fiabe, ad esempio Pinocchio, una fiaba anche molto bella, che potrà avere significati misteriosi e poetici, ma la realtà è che ci hanno abituato a pensarla come straordinaria, ed è difficile scardinare questa cosa. Ma Pinocchio, se lo analizziamo nella realtà di ciò che accade nella storia, è semplice: quali sono i presupposti che ci vengono comunicati da questa storia, non a caso così famosa e presentata a tutti?


Abbiamo un bambino di legno fatto da un tizio solo, che non sa cosa fare nella vita e, per farsi compagnia, si fa un bambino di legno. Dopodiché, non avendo altro da fare che prendersi cura di questo burattino, lo manda a scuola, preoccupandosi molto di lui. Diciamo che va bene. Questo bambino, appena nato, vuole fare delle esperienze, vuole andare in giro. Ma cosa succede? Cosa vuole testimoniare la storia? Che ogni volta che il bambino fa un'esperienza libera, che non è andare a scuola e imparare a memoria le cose – che per il padre sarebbe il grande valore della vita, per cui sarebbe contento se facesse questo – ogni volta che Pinocchio fa qualcosa di bello per sé stesso, finisce sempre nei guai: una volta se lo mangia uno (nel senso, una balena), una volta va da Mangiafuoco che lo vuole sfruttare, poi viene truffato dal gatto e la volpe, poi viene trasformato in asino quando va nel Paese dei Balocchi, eccetera.


Cosa viene manifestato? Che se il bambino non aderisce in modo assolutamente da schiavo al sistema, quello che accade è che è cattivo. Mentre quand'è che diventa un vero bambino? Diventa un vero bambino quando fa lo schiavo, perché solo se fai quello che ti diciamo noi sei un vero bambino, altrimenti è tutto pericoloso.


Ma la realtà, ragazzi miei, è che questa storia non fa nient'altro che interiorizzare un senso di paura per la libertà, perché non è vero che quando sono in contatto con la mia libertà, quando veramente vengo aiutato dai genitori ad ascoltare ciò che veramente desidero e vengo sostenuto invece di sentirmi raccontare la sciocchezza che devo andare solo a memorizzare cose a scuola, succede che invece mi interesso a cose belle – il teatro, la danza – e faccio delle esperienze belle che mi permettono di vivere una vita qualitativa, una vita di immensa qualità.


E quindi questa società ci ha instillato il fatto che la nostra libertà è pericolosa, ma la verità è che ci è stato instillato questo per permetterci di non ascoltare mai noi stessi e di ascoltare soltanto la dittatura nella quale forse siamo anche noi.

La Relazione d'Amore nel futuro: Come Creare una nuova forma di Amore sana, affettiva e libera

Perché le istituzioni bloccano la naturale spontaneità di un monaco e lo trasformano in un sacerdote

Bene, parliamo del sacerdote. Chi è il sacerdote? E perché ci interessa parlarne, anche se non lo siamo e non lo saremo mai? Dobbiamo considerare un retaggio culturale, qualcosa che osserviamo intorno a noi, qualcuno che in qualche modo cerca l'amore appartenendo a una struttura religiosa e, in teoria, facendo un'esperienza interiore. Abbandona il mondo in virtù di questa esperienza e dell'appartenenza a una tradizione religiosa con regole e parametri precisi, vivendo secondo questi principi.


Ci interessa perché dobbiamo cogliere gli aspetti belli e positivi. Ciascuno dovrebbe rendersi conto che una scelta di questo tipo è ammirevole, perché indica la presenza di un amore interiore profondo da cui si può attingere per donarsi agli altri, pur appartenendo a una struttura che si ritiene la guida per eccellenza e che va aiutata e amata, come una chiesa, affinché cresca e raggiunga tutti. Abbiamo quindi un'esperienza positiva, una scelta d'amore per molti.


Ma se semplicemente facciamo un'esperienza di meditazione o di preghiera profonda che ci porta a sentirci pienamente amati, questa esperienza non può che indicarci che questa forza è dalla nostra parte, nelle nostre scelte libere, e che dobbiamo spenderci per generare una trasformazione creativa della nostra vita. Questo amore non si impone, ma co-crea insieme a noi. Siamo figli, siamo partner in questa creazione, siamo creatori anche noi. Non esiste un dato di fatto immutabile, ma solo l'amore, lo stimolo e il sostegno che una vera madre darebbe a un figlio che vuole emergere, dicendogli che ogni parte di sé è buona e deve solo trovare un modo per esprimersi e viverla.


Abbiamo un piccolo problema: prendiamo persone con un interesse per la dimensione spirituale e le rinchiudiamo in una struttura religiosa, sostituendo quell'ascolto profondo di una bellezza inevitabilmente libera dalle strutture. Non a caso, nei Vangeli vediamo Gesù inviare parole molto dure alla chiesa e ai sacerdoti del tempo. Questo spirito valorizza alcuni aspetti della tradizione, non è ribelle, ma non c'è dubbio che sia legittimato automaticamente dall'esperienza diretta di questa figliolanza, e che non esista struttura o valore morale imposto da una società religiosa che possa sostituirsi a questo ascolto autonomo.


"Oh, ma così è un po' pericoloso!" Ti faccio questa riflessione, anche se non credi, perché analizziamo un punto fondamentale che ci appartiene, appartiene alla nostra società. Potremmo chiederci: "Ma così sarebbe tutto completamente arbitrario? Ciascuno farebbe quello che vuole, e questo sarebbe pericoloso". Questo è un tema che trattiamo in uno dei punti del corso, perché ci hanno instillato l'idea che ascoltare la nostra libertà sia pericoloso, quando in realtà è semplicemente un inganno. La ribellione e la trasgressione sono reazioni a una regola, ma la libertà è assolutamente pura e piena d'amore.


Non esiste libertà che faccia del male; quella non è libertà, è semplicemente una trasgressione e uno sfogo contro una regola. La vera libertà è sempre piena d'amore, e questo lo approfondiamo in uno dei punti del corso perché è un tema che ci è stato instillato dentro.


Ma ecco la riflessione sul sacerdote: è una persona che magari ha anche interesse per una tematica importante, ma che a un certo punto dovrà scegliere tra seguire ciò che veramente il suo cuore sente – magari l'amore per una donna – e rimanere fedele a una struttura che gli è stata imposta e che non ha un legame diretto con quell'amore che sta sorgendo in lui.


Quell'amore è comunque un'ispirazione a scoprire qualcosa di nuovo; non significa che debba per forza fare qualcosa di eclatante, ma certamente l'ascolto di questo è una rivelazione interiore, non qualcosa contro di lui, fa parte della vita, di questo spirito che si manifesta.


Pertanto, la domanda che dobbiamo porci è come siamo giunti a sacrificare un ascolto autentico e a trasformare questi sacerdoti, nella maggior parte dei casi, in... Non tutti, ci sono esperienze bellissime anche nella chiesa e nelle strutture religiose, esperienze importanti di chi vive veramente questa fede; non possiamo svalutare tutto. Ma la verità è che, nella maggior parte dei casi, soprattutto la castrazione a livello sessuale, la demonizzazione della dimensione sessuale e della possibilità di vivere un amore per un adulto sono la causa di tanti scandali che vediamo nella chiesa e nei contesti religiosi.


Lo spirito non può che volere la libertà delle persone, perché in questa libertà ciò che accade è molto semplice: questa libertà porta ad ascoltarsi pienamente. In questo ascolto pieno, si ha un'intuizione, una percezione delle cose importanti, e si mantiene un ascolto e un amore per sé stessi. È una libertà che non può che portarci a un'empatia nei confronti dell'altro.


Quando non siamo in una libertà e impariamo ad ascoltarci, siamo in un'empatia totale con l'altro; non potremmo mai danneggiare l'altro perché si struttura in noi un ascolto profondo, e questo ascolto profondo è amore, è libertà, ma è anche pieno rispetto dell'altro. Mentre, allontanando la persona dalla fiducia in questa libertà e in questa ispirazione autentica e appioppandole regole morali, queste regole rimangono nel sacerdote come rimangono magari dentro di noi, da una struttura o da una tradizione che ci portiamo dietro. Molte ribellioni hanno cercato di toglierle, ma se ci ribelliamo e basta, non funziona.


Ci rendiamo conto che tanti scandali, tante trasgressioni di tanti sacerdoti derivano proprio da questo: non solo da una difficoltà personale, ma è così collettivo proprio perché irrigidire una persona già rigida e andarla a bloccare, a reprimere con una sorta di parola divina che va a giustificare tutto questo, non fa nient'altro che pervertire tutto. Possono succedere due cose: o che la persona si ribella a questo e vive cose terribili, oppure, come succede, che accadono cose terribili nel silenzio più assoluto delle persone che stanno a fianco della chiesa stessa. Com'è possibile questo? Perché ci si è abituati alla menzogna, all'ipocrisia, e questa è una cosa a cui andrebbe dedicato un tema fondamentale.


Il messaggio è che del monaco bisogna tenere solo la ricerca spirituale, quella spontanea e vera, non la dipendenza dalla struttura, ma semplicemente la dimensione di chi è monaco laico, monaco in termini assoluti. Perché dal prete al monaco, dal prete all'essere umano spirituale, non si tratta di affezionarsi a una struttura o a regole rigide e morali, ma di mettere al proprio interno il rapporto vero e diretto con questa realtà. Il germoglio è nato, poi è venuta fuori la foglia, è venuto fuori il fiore.


Questo è come quando è arrivato Cristo o come sono arrivati nel passato, prima di Cristo, i profeti: a un certo punto quel fiore è sorto ed è bellissimo. Ma quando muoiono queste persone, quando muoiono i profeti, quando muore questa bellezza, quando sorge pienamente, richiede che ci si rinnovi, che ciascuno di noi si metta in gioco nell'ascolto di questa bellezza.


Altrimenti quello che succede è che muore. E se invece di rinnovarci in questo ascolto e rinnovare ogni cosa costantemente nell'ascolto pieno di questo, andiamo ad incollare quel fiore vecchio, cosa succederà? Che le parole di Gesù verranno utilizzate come macigni sulle spalle e sulla testa delle persone, come sassi da lanciare addosso, utilizzando frasi del Vangelo ma per uccidere le persone, non per amarle. Perché soltanto chi ha fatto la stessa esperienza di Cristo, chi è nell'ascolto vero e autentico, chi è sempre in cammino e chi cerca pienamente la libertà, la pace interiore e la felicità piena, l'amore pieno, può comprendere quelle parole.


Altrimenti, in realtà, potrà semplicemente, per un suo bisogno e per i suoi problemi, per il suo bisogno di non vivere l'inferno o di non essere punito da Dio, eccetera eccetera – tante proiezioni della propria storia personale sulla religione – andrà ad aggrapparsi a dei valori che sono morti, come un fiore che non è più vivo, che sembra carino ma è stato incollato e non è più vivo.

La Relazione d'Amore come sfida di bellezza: cogliere limiti e opportunità del passato per creare

Ed eccoci alle conclusioni di questo viaggio, un tema complesso che ha richiesto coraggio nell'esplorazione e saggezza nel muoversi verso una vita ricca e piena. Sono convinto che questo passaggio sia assolutamente necessario, indispensabile e che avverrà.


Il rischio è che avvenga nel modo peggiore, ricadendo nella ribellione sterile o radicandoci ancora di più in tradizioni obsolete. La storia ci mostra un'alternanza infinita tra tradizionalismo e trasgressione, una liberazione che spesso è solo un'esplosione caotica, a cui segue un ritorno al rigido tradizionalismo. Dobbiamo superare questi estremi assurdi e immaginare di creare una forma nuova che valorizzi il bisogno umano primario, una forma che dobbiamo creare insieme, definendo parametri che ci permettano di vivere una massima libertà, una massima creatività, amore, affettività e rispetto.


Le nostre conclusioni ci dicono che ora la scelta è nelle tue mani. Sta a te decidere come queste riflessioni possono aiutarti a valutare ciò che hai sempre sentito dentro e che magari ha trovato qui una forma, una parola. Cosa condividi? Cosa non condividi? Non voglio imporre nulla, ma solo aiutarti a capire che, se faremo questo passaggio insieme, sempre più numerosi, ci daremo la possibilità di fidarci della nostra libertà, senza paura.


Sta sorgendo un nuovo germoglio bellissimo che porterà cose straordinarie e permetterà alle persone di non vivere più in una dimensione repressiva e ingabbiata, né sole, né in ribellione, ma di vivere un nuovo mondo, una nuova modalità libera e creativa. Dobbiamo avere la saggezza e la forza di tenere insieme tutti gli aspetti più importanti e belli, senza sacrificarne alcuno. Questo richiede molta creatività, la capacità di disegnare la propria vita tenendo conto dei nostri bisogni e di quelli degli altri, con la certezza che in questo ascolto profondo di noi stessi, in questa scoperta che possiamo iniziare a fare con le meditazioni del corso, possiamo avere fiducia completa nella nostra libertà.


In questa nostra libertà emergono doni di empatia. Dovremmo essere sempre più certi, e ne facciamo esperienza quando ci ascoltiamo profondamente, che la nostra libertà è empatica, ci consente di portare alla luce i nostri bisogni semplicemente per condividerli con chi li accetta in modo trasparente ed empatico. Abbiamo solo vantaggi a muoverci verso la verità, perché così scomparirà dal mondo quella finta moralità che porta a vivere nella segretezza una trasgressione che non è la vera libertà dell'uomo.


La trasgressione, tutto ciò di negativo di cui abbiamo parlato, non è la vera libertà dell'uomo, perché non fa altro che alimentare nella persona la convinzione di essere sbagliata, confermando ciò che la società ha descritto. Si fa qualcosa di "male" e ci si convince che la società ha ragione, cercando di rimettersi in riga, ma questa "rimessa in riga" è repressione che porterà nuovamente alla trasgressione. Questo meccanismo è esattamente così che avviene e così abbiamo creato le peggiori cose sulla terra.


Invece, quando ascoltiamo pienamente la nostra spontaneità e innocenza, e piano piano le diamo spazio, le ascoltiamo, le aiutiamo a trovare forme creative, diventiamo esseri felici ed empatici, e costruiamo tutto in modo bello, ricco e certamente innovativo, forse in alcune cose irriconoscibile rispetto a ciò a cui eravamo abituati, ma assolutamente vitale e bello, dove questo spirito profondo può rivelarsi in modo nuovo perché i nostri canali sono pienamente aperti e disponibili a crescere.Ed eccoci alle conclusioni di questo viaggio, un tema complesso che ha richiesto coraggio nell'esplorazione e saggezza nel muoversi verso una vita ricca e piena. Sono convinto che questo passaggio sia assolutamente necessario, indispensabile e che avverrà.


Il rischio è che avvenga nel modo peggiore, ricadendo nella ribellione sterile o radicandoci ancora di più in tradizioni obsolete. La storia ci mostra un'alternanza infinita tra tradizionalismo e trasgressione, una liberazione che spesso è solo un'esplosione caotica, a cui segue un ritorno al rigido tradizionalismo. Dobbiamo superare questi estremi assurdi e immaginare di creare una forma nuova che valorizzi il bisogno umano primario, una forma che dobbiamo creare insieme, definendo parametri che ci permettano di vivere una massima libertà, una massima creatività, amore, affettività e rispetto.


Le nostre conclusioni ci dicono che ora la scelta è nelle tue mani. Sta a te decidere come queste riflessioni possono aiutarti a valutare ciò che hai sempre sentito dentro e che magari ha trovato qui una forma, una parola. Cosa condividi? Cosa non condividi? Non voglio imporre nulla, ma solo aiutarti a capire che, se faremo questo passaggio insieme, sempre più numerosi, ci daremo la possibilità di fidarci della nostra libertà, senza paura.


Sta sorgendo un nuovo germoglio bellissimo che porterà cose straordinarie e permetterà alle persone di non vivere più in una dimensione repressiva e ingabbiata, né sole, né in ribellione, ma di vivere un nuovo mondo, una nuova modalità libera e creativa. Dobbiamo avere la saggezza e la forza di tenere insieme tutti gli aspetti più importanti e belli, senza sacrificarne alcuno. Questo richiede molta creatività, la capacità di disegnare la propria vita tenendo conto dei nostri bisogni e di quelli degli altri, con la certezza che in questo ascolto profondo di noi stessi, in questa scoperta che possiamo iniziare a fare con le meditazioni del corso, possiamo avere fiducia completa nella nostra libertà.


In questa nostra libertà emergono doni di empatia. Dovremmo essere sempre più certi, e ne facciamo esperienza quando ci ascoltiamo profondamente, che la nostra libertà è empatica, ci consente di portare alla luce i nostri bisogni semplicemente per condividerli con chi li accetta in modo trasparente ed empatico. Abbiamo solo vantaggi a muoverci verso la verità, perché così scomparirà dal mondo quella finta moralità che porta a vivere nella segretezza una trasgressione che non è la vera libertà dell'uomo.


La trasgressione, tutto ciò di negativo di cui abbiamo parlato, non è la vera libertà dell'uomo, perché non fa altro che alimentare nella persona la convinzione di essere sbagliata, confermando ciò che la società ha descritto. Si fa qualcosa di "male" e ci si convince che la società ha ragione, cercando di rimettersi in riga, ma questa "rimessa in riga" è repressione che porterà nuovamente alla trasgressione. Questo meccanismo è esattamente così che avviene e così abbiamo creato le peggiori cose sulla terra.


Invece, quando ascoltiamo pienamente la nostra spontaneità e innocenza, e piano piano le diamo spazio, le ascoltiamo, le aiutiamo a trovare forme creative, diventiamo esseri felici ed empatici, e costruiamo tutto in modo bello, ricco e certamente innovativo, forse in alcune cose irriconoscibile rispetto a ciò a cui eravamo abituati, ma assolutamente vitale e bello, dove questo spirito profondo può rivelarsi in modo nuovo perché i nostri canali sono pienamente aperti e disponibili a crescere.




 
 
 

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