- 14 apr 2025
- Tempo di lettura: 43 min
Aggiornamento: 1 giorno fa
Propaganda: trucchi di magia becera che possono limitare la tua libertà, qui svelati!
In questo capitolo hai la possibilità di comprendere il perché sia così necessario mettere in discussione le vite che diamo così per scontate. Esistono dei trucchi, da sempre utilizzati da coloro che volevano il potere, che ci hanno indotti ad interiorizzare un senso di sudditanza. Diamo ormai per scontato di non avere una profonda dignità e questo ci impedisce molto più di quanto possiamo credere di impostare delle vite libere. Perché, se bene in quest'epoca abbiamo cercato di scoprire alcune regole per generare una vita nel benessere, spesso ci siamo dimenticati che non può esistere una vita realmente felice se non ci occupiamo seriamente di cos'è la vera libertà. Il contrasto tra tecniche di condizionamento e spunti per la tua libertà personale ti aiuterà ad essere più consapevole dei tuoi diritti nella gestione della tua vita. Esiste un dono, la vita, che di dona il diritto di fiorire in tutte le tue caratteristiche naturali, senza dover reprimere nulla, in quanto scoprire realmente chi sei, ti conduce automaticamente ad una forma profondamente empatica nei confronti degli altri e ad un rispetto profondo della loro libertà piena.
Perché le Autorità Sociali ci condizionano? Esperimenti Sociali
Parliamo ora di una tecnica di manipolazione, spesso utilizzata dai regimi e in molti altri campi: il principio di autorità. Questo principio è stato studiato da Cialdini, un autorevole studioso in questo ambito, che lo ha elencato tra i vari principi legati alla manipolazione. Il principio di autorità è di grande importanza e qui riflettiamo su come liberarcene. Oggi ci insegnano ad essere più autorevoli, in modo tale che gli altri ci seguano, ma non è ciò di cui abbiamo bisogno.
Il principio di autorità è qualcosa da cui liberarsi per ottenere un'autorità vera, derivante dalla cosiddetta autorevolezza. Quest'ultima si basa sul fatto che ciò che fai è il risultato di un tuo ascolto profondo, una dedizione totale alla vita, la passione che esprimi e la libertà che hai nel farlo. Un'autorità vera deriva dalla tua dedizione alla tua libertà.
Quindi, in che modo il principio di autorità viene utilizzato per dominarti? Il senso è che se incontri una persona con un certo status, ti senti obbligato a stare in silenzio e a darle ascolto. Chi sei tu per esprimerti? Sei insignificante. Questa è una forma di ipnosi più che una vera autorità. L'autorevolezza invece nasce quando riconosci e apprezzi la bellezza nelle persone, lasciandoti ispirare.
È uno scambio, ti senti libero in questa autorità. Ma quando ti fanno sentire inferiore, ti costringono al silenzio perché presumono di essere più intelligenti, di saperne più di te sulla tua vita, ciò diventa inevitabilmente manipolatorio.
Questo non è solo un principio utile per analizzare la politica, è un aspetto della vita quotidiana. Chiunque, non solo in politica, può far sentire una persona inferiore, impedendole di esprimere le proprie idee.
Quando qualcuno realmente ti supporta o ti ispira, ti riconosce la tua regalità, riconosce che sei libero come lui e che anche tu puoi fare cose meravigliose.
Devi stare attento quando qualcuno tenta di metterti in una scala di valutazione, di limitarti, di farti sentire che non sei capace di comprendere te stesso. Un insegnamento spirituale autentico, invece, ti incoraggia ad ascoltare appieno te stesso, a fidarti della tua interiorità così da far emergere la tua vera natura divina.
La vera autorità è quella che ti aiuta a riconoscere la tua regalità. L'autorità manipolatoria, non autorevole, è solo una forma di potere. Magari hai sentito parlare dell'esperimento di Milgram. Sinteticamente in una stanza, alcune persone sono esposte a scosse elettriche, nell'altra stanza ci sono coloro che devono infliggere tali scosse. Un individuo con il camice dice all'esecutore: 'Dagli una scossa'. L'esecutore, seppur udendo lamenti, continua ad incrementare la potenza della scossa fino a che la persona, in maggioranza dei casi, grida quasi a supplicare di smettere.
L'esperimento di Milgram intendeva dimostrare come il principio di autorità induca le persone, indirizzate da un individuo in camice bianco, a seguire l'ordine anche quando la vittima sembra non reagire più, quasi come se fosse morta. E’ terribile, ma un comando autoritario portava persone assolutamente sane, serene e buone a diventare “assassini”. Avevano unicamente paura di deludere le aspettative. Terribile, ma è ciò che da sempre vediamo nella storia. Persone molto serene diventano assassini perché hanno smesso di pensare autonomamente ormai da anni. Hanno imparato unicamente ad eseguire ordini.
Questo deriva dalla mancanza di libertà. Ed è infatti nei regimi autoritari, che il principio di autorità prevale e viene sfruttato. Finché ci troviamo in un sistema in cui dobbiamo obbedire agli ordini senza ascoltarci profondamente, senza sviluppare una consapevolezza interiore che ci guidi, saremo sempre condizionati ad eseguire gli ordini di un'autorità. Questo accade a scuola, sul lavoro, praticamente ovunque siamo sottoposti all’autorità e questo, così come nel caso dell’esperimento, ci porta a vivere sempre sotto una latente minaccia.
Ma quando vogliamo porre fine a questa giostra mortale? Io mi sono stufato. Ma cosa possiamo fare? Personalmente ho ritenuto utile creare dei corsi concreti, che offrono intuizioni e idee creative, che ci consentono di immaginare modi di vivere nuovi. Il tema del lavoro, per esempio, che è trattato in questo testo, è molto importante. Il corso può aiutarti a uscire da un contesto autoritario che impone regole fisse. Sarai in grado di cominciare ad immaginare un modo diverso di vivere, partendo da un ascolto profondo di te stesso.
Un altro esempio di queste soluzioni concrete è la scuola che ho ideato, gratuita, libera e possibilmente autogestita dai genitori, o da un gruppo di genitori, che mira a tutelare il talento originale del bambino.
Questo tipo di approccio all'apprendimento rappresenta una soluzione cruciale. Attualmente, credo infatti che nella scuola non sia possibile apportare un miglioramento sostanziale Certo, possiamo apportare minimi cambiamenti, ma una trasformazione autentica non è possibile, in quanto la scuola improvvisamente dovrebbe porre l'accento sull'individualità e l'autenticità del bambino.
Parliamo della scuola perché dobbiamo aiutare i bambini e i ragazzi ad ascoltarsi, perché ognuno di noi ha un'originalità unica. Ognuno di noi possiede talento e passione così forti che, se fossero incoraggiati e sostenuti, potrebbero davvero cambiare il mondo. Un essere umano risvegliato ha il potere di trasformare la terra.
Immagina un Gesù Cristo risvegliato, che compie una scelta libera e vive una vita in sintonia con la rivelazione interiore che riceve. Questo essere umano cambia il mondo intero. Tutto è diverso grazie alla presenza straordinaria di un individuo che ha sperimentato la dimensione divina a tal punto da sentirsi completamente unito con questa fonte che è in ciascuno di noi. Così come il Buddha, un essere umano che decide di agire in modo differente rispetto al suo contesto e che, con la sua azione, cambia il corso dell'umanità.
Se un singolo individuo può compiere tutto ciò, devi cominciare a considerare te stesso come una luce preziosa. I bambini che nascono sono luci preziose, ogni bambino potenzialmente è un futuro Gandhi o un Martin Luther King. Dovremmo smetterla di vedere ogni bambino come un essere insignificante o semplicemente un oggetto. Ogni bambino, piuttosto, è un'anima. Un'anima preziosa. Se c'è un unico vero crimine che si commette a livello globale, da sempre, è l'omicidio del talento.
Che senso ha far nascere esseri umani in questo mondo, solo per lasciarli affogare nel sistema? Abbiamo ormai la certezza che miliardi di persone non realizzeranno mai il proprio vero potenziale, non esprimeranno mai il loro talento naturale o vivranno una vita di piena libertà, in cui il loro autentico sé emergerà.
È triste sapere che non riusciremo mai a percepire il vero profumo di queste vite, perché queste persone non ricordano più chi sono. Hanno perso questa connessione con se stesse. Sono pochi quelli che riescono a preservare la propria originalità, mentre la maggioranza l'ha persa. È un mondo di persone che vivono sotto anestesia, anche non facendo uso di droghe.
Qualsiasi struttura, qualsiasi forma di autorità che impone piuttosto che ispirare all'ascolto, che reprime invece di far emergere la nostra natura autentica, è assolutamente dannosa.
È evidente che un medico può rappresentare un'autorità positiva. Non si diventa medici semplicemente cercando su internet; si tratta di un'autorità basata su una competenza. Tuttavia, è vero che anche in questo campo, così come in molti altri, una persona ha la possibilità di ascoltare più medici e di scegliere tra loro colui che rispecchia maggiormente i propri principi, che la fa sentire maggiormente sostenuta e che può comprendere e integrare meglio le proprie esigenze nel piano terapeutico.
Questo potrebbe essere un passo intelligente, ad esempio, per chi si trova di fronte a una malattia. Voglio dire che, al di là della saggezza necessaria per riconoscere l'autorità quando c'è una competenza, è comunque fondamentale ascoltarsi e poi scegliere liberamente. Nessuno conosce meglio di te ciò di cui hai bisogno. È fondamentale rendersene conto e successivamente anche avere la saggezza di appoggiarsi a vere autorità, persone competenti ed empatiche che possono esserti di sostegno.
Liberarsi dalla paura dell'autorità è un passo importante e lavorare su questo aspetto è essenziale.
Ti sfido a liberare la tua autorità, attingendo ad una sorta di rivelazione interiore attraverso la meditazione. Ma questa rivelazione può avvenire solo se non c'è un blocco, se non ci sono autorità umane che soffocano questa libertà intrinseca.
Questa libertà interiore, può emergere liberandoci da tali blocchi tramite la meditazione e altre pratiche altrettanto essenziali, che offrirò gratuitamente. Immagino infatti un'umanità in cui la meditazione sia una pratica gratuita come l’acqua.
Solo se riusciamo a ricordare questa connessione profonda con l’eterno, tutto il processo di liberazione interiore può emergere. Possiamo lasciar andare le false autorità a favore di una guida interiore autentica, che è come una madre che si prende realmente cura di noi e ama vederci liberi.
Come vedi il tema interconnette propaganda e libertà spirituale. Il cammino verso la liberazione totale, per essere completamente noi stessi, va di pari passo con queste sfere: sono complementari, non possono essere separate. Non possiamo semplicemente parlare di manipolazione, ma dobbiamo anche aderire a un grande sogno: la possibilità di essere completamente liberi.
Evidentemente, se cerco di trasmetterti questo, è perché in qualche modo ti auguro il bene, anche se non ti conosco.
Sono certo che, se sei qui in questo momento a leggere, siamo in qualche modo collegati. Ascolta quel desiderio infinito di bellezza, libertà ed eternità, e non fare compromessi. La tua anima è giunta a un punto in cui desidera liberarsi completamente. Forse è ora di lasciar andare la tua ruota panoramica frenetica o forse semplicemente è giunto il momento di farla ruotare verso la tua libertà spirituale totale.
Poi il resto arriverà spontaneamente, ma al cuore di tutto deve esserci un orientamento profondo, se davvero desideri comprendere e navigare il tuo mare spirituale. Necessiti di un risveglio. Quelle figure che ritieni realmente autorevoli lo sono perché si sono liberate. Prova ad intraprendere un cammino simile, a muoverti seguendo le loro orme e ti ritroverai nel loro stesso regno.
Perché sentiamo sempre di dover correre?
Un altro principio cruciale della manipolazione da tenere a mente per liberarci
appieno è quello dell'urgenza e della scarsità, due concetti che in qualche modo
sono collegati. Quando qualcuno si impegna a venderci un prodotto, come ad esempio delle utilissime e bellissime pentole, ci fa capire che c'è un tempo limitato, hai in sostanza solo due minuti per acquistarle, altrimenti sarai colto da morte improvvisa.
"Devi comprarle subito perché ne rimangono poche, solo due, altrimenti rischi"
Questo principio, noto anche come "scarsità", è spesso utilizzato nel marketing
per spingere le persone ad agire in fretta.
Non ti sei accorto che tutti sembrano correre intorno a te? Ma la vera domanda
è: dove cazzo state andando esattamente?
“Non puoi capire Luca devo correre per forza”
“Si ma per andare dove?”
“Lascia perdere fidati”
“Ok”
Certamente nella nostra quotidianità ci sono cose importanti, sì, ma forse, visto
che la nostra vita spesso sta andando alla deriva, possiamo fermarci un attimo,
anche solo cinque secondi, per riflettere, per prendere fiato, per ragionare.
L'urgenza è però stata creata affinché usassimo le distrazioni e la fretta per evitare
di affrontare le difficoltà della nostra vita. Corriamo e ci occupiamo di cose inutili
solo per riempire la testa e questo ci dà l’illusione momentanea di essere più rilassati.
Ma tutto, dopo poco, ricomincia più freneticamente di prima.
Purtroppo però sono proprio questi principi che sostengono molte delle nostre
azioni quotidiane e determinano gran parte del nostro modo di vivere.
È come se avessimo una pentola a pressione che sembra poter esplodere
da un momento all’altro. Interviene così il prillino in alto, che una volta premuto,
riesce ad attenuare leggermente lo stato di pressione.
Questi abbassamenti di pressione, se da una parte ci rilassano momentaneamente, impediscono di fatto alla pentola di esplodere. Dirai: "meno male no?” E invece no perché così resterai a vita imprigionato nel mettere pezze, a porre rimedi e questo è un processo che logora una vita, non la libera.
Tra lavoro e scuola, siamo tutti programmati per correre. Ecco perché ribadisco
quanto sia importante lavorare sui tuoi stili di vita e distaccarsi da alcuni modelli
sociali che sembrano vie inevitabili.
Dobbiamo inventare sistemi alternativi, perché il modello basato sulla corsa,
sul sopravvivere, sul lavoro, è già fallito da molto tempo.
Questo mondo frenetico
che sta crollando, è ancora pieno di schiavai che continuano
a funzionare adeguatamente.
Il problema dell'urgenza è più grave di quello che sembra, la frenesia con cui ci muoviamo è incessante. È così intrinseco in noi il senso che, se non agiamo,
succederà qualcosa di terribile, che appena ci fermiamo, sperimentiamo effettivamente uno stato di angoscia. Così abbiamo associato il relax all'esecuzione
di atti compulsivi.
Quando inizia un vero cammino spirituale? Quando continuo ad eseguire ordini
ma lo faccio chiudendo ogni tanto gli occhi, concentrandomi sul mio respiro per procedere più rilassato? No, questa è una distorsione del concetto vero
di meditazione.
La crescita spirituale reale inizia quando, nonostante il tuo malessere, scegli
comunque di ribellarti a questa frenesia e dici: "Sapete cosa? Secondo me,
siete tutti pazzi”. Ti fermi, ti siedi ed è da qui che inizia la vera meditazione.
Quella che porta alla Libertà.
Quando mi siedo in meditazione, sai cosa comprendo? Vedo chiaramente il
nostro essere intrappolati in una ruota folle, in una lavatrice che non può che
ruotare su se stessa, e decido, a qualsiasi costo, che le cose devono cambiare.
Ma in un primo momento cosa accade? Un'angoscia infinita. Perché quando
mi fermo, la prima cosa che sento è un senso di colpa che mi dice “Devi muoverti, cosa fai fermo mentre tutti gli altri corrono e arrivano? Stai perdendo tempo!”
E’ questa la cantilena interiore, fastidiosa ma rassicurante, a cui le persone
aderiscono completamente. Vivono dentro questo caos mentale, gli piace correre,
e ovviamente, ciliegina sulla torta, giudicano terribilmente chi si ferma, perché
li fa sentire degli idioti.
Purtroppo, non ci sono altre soluzioni, devi fermarti, è necessario.
La buona notizia è che dopo un primo momento di paura che tutto crolli, pian
piano nella meditazione, sembra sorgere il germoglio di una vita nuova, un
nuovo sentiero, chiaro, splendente, che richiede solo il coraggio quotidiano
di essere percorso.
La meditazione è un compagno prezioso, un sostegno che ti conduce a capire
che dietro a quella sensazione che provi, se smetti per un attimo di correre,
esiste uno stato di bellezza, eternità e pienezza. In questo stato di eternità e
bellezza, l'anima sperimenta una libertà incredibile. È possibile fare un'esperienza molto significativa, anche solo comprendendo che non accadrà nulla di catastrofico
se ti fermi, davvero, per cinque secondi. Potresti riconsiderare molti aspetti della tua vita, quelli che al momento consideri scontati ma che, in realtà, non lo sono affatto.
Non in tutte le malattie, naturalmente, ma alcune forme di malattia possono comportare un blocco fisico. Ad esempio, quando una persona si ritrova
immobilizzata a letto e pensa: "Oh, non riesco proprio a alzarmi, è impossibile!". Questo blocco è il modo in cui il corpo cerca di comunicare alla persona:
"Devi smettere di correre, ti blocco, così ti fermi un attimo!".
Questo è solo un esempio di malattie che possono avere anche componenti psicosomatiche e che possono essere trattate con terapie adeguate.
Tuttavia, rendiamoci conto che, se bene queste terapie hanno un’utilità straordinaria, dalla medicina alla psicoterapia, oggi ci troviamo in un tale stato sociale che rimettere apposto la vita di una persona e rimetterla nel sistema equivale di fatto a non risolvere nulla. Il rischio, sempre dietro l’angolo, di qualsiasi tipo di scienza, è infatti diventare funzionale al sistema.
E’ proprio per questo che spiritualità e nuovi stili di vita potranno insieme darci una ventata d’aria fresca per aiutarci ridisegnare globalmente questa terra.
Ciò che infatti è profondamente sbagliato non è la persona in sé, ma i presupposti rigidi e inumani che regolano le dinamiche sociali, le relazioni, la struttura della scuola, del lavoro e persino dell’amore.
L’essere umano è destinato a vivere in una terra in cui avrà tempo libero per dedicarsi alla bellezza autentica dell’esistenza, lo spazio sacro della creatività che fiorisce dall’interno.
Sarà necessario approfondire la pratica di amare senza sacrificarsi continuamente
per gli altri. Un altro motivo per cui le persone corrono è proprio questo
“Devo correre perché devo portare il panino a Gisella, altrimenti Gisella
morirà di fame”
Bene, anche Gisella ci aiuterà a comprendere, come il bene, se inteso come
sacrificio, diventa una follia, un delirio.
Sono certo che ciascuno di noi sia spinto a fare del bene non solo ad una persona,
ma all’intera umanità. Questo però è un compito enorme che nasce dall'emanazione di un talento, dalla fioritura di una persona libera, non dalla schiavitù di chi, per senso di colpa, compie azioni meccaniche. Questo aspetto è cruciale. Il senso di colpa, la fretta, il sentirsi obbligati a non fermarsi: tutto ciò è una tua scelta deliberata,
di aderire ad un sistema che è contro di te.
La vera domanda è: perché non ci siamo stancati di essere completamente schiavi
di questo sistema? Perché non vuoi compiere un passo verso qualcosa di più bello? Fortunatamente, tu che stai leggendo, sei sicuramente già in un cammino personale prezioso. Non mi riferisco specificamente a te, ma ritengo sia importante porci queste domande comunque. È importante dare un impulso significativo a questo
percorso spirituale.
Il cammino spirituale, per me, significa entrare in meditazione quando sperimento l'angoscia che in un primo momento porta una scelta di libertà. Piano piano, scopro che, in realtà, nella mia libertà, assecondando il mio ritmo naturale, nascono idee straordinarie, che mi aiutano a riesaminare alcuni aspetti della mia vita. Mi sento finalmente più libero, è incredibile. Sento che potrei lasciare il lavoro, con saggezza, per cominciare a chiedermi cosa desidero davvero. Ma ecco riemergere una frase specifica, di una importanza vitale che dice “Ma l’ho mandata l’email?”
Ma se sto lì in meditazione, una goccia alla volta, continuo ad andare avanti finché
non avrò completamente sconfitto questo principio che, in realtà, non cerca di aiutarmi, ma unicamente di tenermi sotto schiavitù. È un po’ come se ci fosse qualcuno dentro di noi che costantemente ci minaccia e ci dice:
"Attento, c'è un coltello puntato! Se ti muovi ne vedrai le conseguenze!”
Vogliamo davvero passare la vita ad accontentarlo? Ma scherziamo? Il senso
di colpa non è un elemento su cui puoi basare le tue azioni.
Questa frenesia infatti nasce da un senso di colpa, da un'eccessiva responsabilità
verso te stesso, dalla paura che il mondo collassi se non agisci, dalla terribile idea
di poter subire giudizi se non ti mostri eccessivamente preoccupato come gli altri.
È di fatto un'enorme inquietudine legata, in qualche modo, alla paura della morte, poiché la morte simboleggia la sensazione che, se mi fermo, tutto andrà in frantumi.
Mi percepisco come un ingranaggio di una catena di montaggio: se manco,
tutto si blocca, e questo potrebbe portare al disastro.
La tua vita è chiamata a una sola scelta: disobbedire a questa legge.
Devi ritornare ad ascoltare, sentire cosa c’è oltre quell'angoscia,
quella paura della morte.
Ci hanno indotto a pensare che ci sia il nulla.
In realtà, al di là di tutto ciò, c'è uno spirito libero, un'anima che respira con
amore, che segue il suo ritmo naturale e compie gesti meravigliosi nel mondo.
Il pianeta intero attende proprio queste azioni meravigliose da ognuno di noi,
che solo chi è completamente libero può attuare.
Questo passaggio non è facile, poiché le persone intorno a te non ti capiranno.
La verità è che tutti cercano di manipolarti. Infatti se le persone non si liberano da questo principio di urgenza, cosa accade? Odieranno coloro che agiscono
in modo libero.
I motivi per cui figure come Cristo o Socrate, tra gli altri, vengono uccise,
risiedono nel loro seguire ritmi diversi. Non rispettano i ritmi frenetici imposti, mettendoli completamente in discussione. Non commettono alcun male, ma
vengono odiati perché sconvolgono i giochi mentali dell’epoca in cui vivono.
A Gesù dicono: "Perché guarisci in giorno di sabato?” Poi gli chiedono: "Perché mangi questo? Perché fai quello? In nome di chi fai i miracoli?
Con quale autorità li fai? Chi sei tu per farlo?"
E Gesù rispose: “Ma a voi che ve frega?”
No, non fece questo. Eppure è come se avessero un coltello parlante
puntato contro di loro che dice
“La tua libertà è una minaccia per noi”
Se tu segui il tuo ritmo, ti chiedono: "Perché segui il tuo ritmo?
Come ti permetti di fare ciò che vuoi, mentre io devo obbedire a ciò
che mi viene imposto e devo adeguarmi?"
Eppure queste figure nascono per mostrarci che anche noi siamo in realtà
liberi di seguire il nostro ritmo naturale. Ci è stata data una grande opportunità.
Gli altri vivono in un inferno e probabilmente non è nemmeno colpa loro.
Sono abituati a farlo. Tuttavia, non dovremmo difendere questo inferno,
dovremmo liberarcene ora.
Con il tempo, se non ci liberiamo quando ne abbiamo la possibilità,
diventiamo coloro che proteggono l’accusa e la impongono agli altri.
Ricorda sempre, se non fai questo passaggio, anche se sei una brava persona, purtroppo sarai destinato a compiere azioni eticamente negative.
Perché un soldato nazista si trova lì, improvvisamente a dover uccidere degli ebrei?
Se ci avesse riflettuto prima, se avesse imparato a dire dei no, a scegliere diversamente, probabilmente non si sarebbe trovato a dover eseguire un
ordine così orribile.
È un tema complesso, che richiederebbe un'analisi molto ampia. Ma il concetto
è che se baso la mia vita sul sentirmi orgoglioso della mia Nazione, sull’eseguire ordini, sul sentirmi importante perché indosso una divisa, non dovrei meravigliarmi
se un giorno potrò trovarmi a commettere un atto immorale senza neanche accorgermene. Dovevamo rendercene conto almeno 10 anni prima, di essere
in una direzione completamente sbagliata.
Invece non hai ascoltato quella sensazione che ti diceva che volevi altro dalla vita
e un giorno ti sei trovato in quella spiacevole situazione in cui hai dovuto scegliere
tra la tua morte e quella di un altro essere umano innocente.
Il punto è questo: come possiamo essere sicuri di fare scelte etiche e giuste se
non ci liberiamo di questo profondo senso di accusa che ci spinge a muoverci
guidati da una frenesia costante?
Quando ci fermiamo è vero, come abbiamo detto, un po’ di paura emerge,
sentiamo forse in modo più intenso quell’accusa in un primo momento,
perché magari ci ha dominati per anni. Ma la meditazione può portarci a renderci conto che oltre quella paura c’è una bellezza incredibile, una dimensione
eterna molto più profonda.
Certamente, rischiare di scegliere liberamente, sì, può ferire, ma non è questo
timore che deve vincere o determinare il corso della nostra vita. Siamo fatti per l’eternità e dall’eternità proveniamo. E’ centrale accorgersi che se si è dominati
dalla fretta, dall'urgenza, dalla scarsità, se permettiamo a questi principi di
dominarci, la nostra vita volerà via in un istante.
Ti accorgerai che sarà passata in un battito di ciglia.
C'è un famoso testo scritto da un'infermiera che pone delle domande sul
letto di morte alle persone: "Quali sono i tuoi rimpianti?" E bene, ce ne sono
davvero tanti. Questo perché la gente semplicemente non si è mai fermata
un istante a chiedersi “Cosa desidero davvero per la mia vita?”
Io sinceramente non vorrei arrivare al giorno della mia morte e pentirmi di
non essermi mai occupato a sufficienza delle questioni dell’Anima, di non
aver poggiato la mia vita su basi eterne.
La vita su questa terra è davvero breve, concentriamoci sull’eternità, su ciò che
non ci potrà essere portato via. Non mettere al centro le preoccupazioni, non
lasciare che tutte le tue energie vengano assorbite da cose di poco conto,
torna alla libera espressione dei doni della tua Anima perché solo quelli, se
saranno fioriti, resteranno con te per sempre. Tutto il resto ti sarà tolto
quando meno te lo aspetti.
La paura della punizione, della morte, dell'esclusione
Ecco, una delle tecniche più potenti di manipolazione utilizzate dalla propaganda in tutti i tempi è la minaccia della morte. Non intendo dire che qualcuno mi abbia personalmente minacciato di morte. Parlo della creazione di storie, di punizioni insegnate e trasmesse direttamente dalle istituzioni, come l'obbligo del Crocifisso nelle classi o le storie propagandate di grandi uomini e eroi, che, guarda caso, vengono lodati solo dopo la morte.
Pensate a Falcone e Borsellino, non sono stati difesi abbastanza, non sono stati sostenuti come avrebbero dovuto. Forse le istituzioni hanno offerto un supporto, ma alla fine di tutto, nessuno li ha degnati di attenzione finché erano in vita. Lo stesso accade con personaggi storici come Cristo o Martin Luther King, nessuno sembra curarsene finché sono vivi; solo dopo la morte vengono venerati e idolatrati.
Questo rende il tutto molto semplice, banale, e allora mi chiedo: le serie, i film sui grandi personaggi, sono davvero qualcosa di positivo? Non credo proprio, perché ciò che emerge è che anche le persone più coraggiose, quelle più forti, alla fine diventano bersagli dell'opinione pubblica, dello Stato, di chiunque. Rimangono soli, a volte, probabilmente servono solo a questo.
Forse avete notato che la maggior parte dei film che narrano di rivoluzionari terminano tutti con la morte. C'è come un accordo implicito: o muori alla fine, non importa quanto abbia fatto per cambiare le cose, oppure, se possibile, fai come se fossi morto. Sembra strano, vero? Ma sembra esserci un contratto non scritto che governa tutto ciò, altrimenti la gente inizia a chiedersi cosa potrebbero fare anche loro.
Addirittura, in "Into the Wild", la storia raccontata di chi si avventura nella natura è l'unica che risulta di uno che si reca nella natura e poi muore mangiando una bacca velenosa. Ma davvero, uno che decide di immergersi nella natura deve necessariamente mangiare una bacca avvelenata e morire? Ci saranno certamente altre storie di individui che si sono avventurati nella natura e hanno proseguito la loro vita.
Ci tengo a questo punto perché la paura, specialmente la paura della punizione e della morte, è un meccanismo di manipolazione profondo, radicato dentro di noi in maniera molto forte, più di quanto spesso ci rendiamo conto. Fondamentalmente, le persone sono intrappolate, incapaci persino di sognare, di concepire un'esistenza veramente libera, creativa e bella, poiché, inconsapevolmente, è stata insinuata in loro una profonda paura della morte. Questa paura, cosa rappresenta in fondo? Simbolicamente, certamente, ma vediamo: tutti questi personaggi liberi che poi finiscono male, non credo che siano dei veri esempi.
Forse dovremmo concentrarci di più su quanto di bello e ricco abbiano vissuto queste persone. In realtà, la morte e il suo significato risultano essere solo una piccola parte del viaggio dell'anima compiuto da queste persone. È un percorso che racchiude bellezza, crescita, profonda giustizia e libertà. Questo, a mio parere, sarebbe un approccio più stimolante. La morte non è solo il concetto di fine fisica, ma soprattutto, e in misura maggiore, è l'idea di una morte sociale, identificabile con l’oblio.
C'è un aspetto importante da considerare: la morte sociale. Cos'è in fondo? Si tratta dell'esclusione sociale, del deridere gli altri, e questo è un sistema che viene utilizzato ampiamente nella nostra società. Immagina una ragazza che vive la sua vita in un certo modo e tutto il mondo, d'improvviso, la deride, la critica, la distrugge. Queste persone possono arrivare a un punto estremo e, purtroppo, molte di loro arrivano al suicidio. È una morte sociale.
Quando ascoltiamo di queste situazioni, rimaniamo sconvolti e, sempre di più, internalizziamo l'idea che il mondo sia pericoloso, negativo e imperniato su un giudizio che potrebbe escluderci in qualsiasi momento. È come se dovessimo temere di essere liberi di fare la cosa più importante per noi.
Il tema della morte assume diversi aspetti: fisico, sociale e anche psicologico. Ma quello su cui vorrei soffermarmi è questa morte sociale. È quando la società, di fronte a qualcuno che si discosta dalle regole, dice: "Ma è impazzito?" o "Ma cosa sta facendo?".
La derisione e tutte quelle punizioni che subiamo a scuola, in cui siamo premiati solo se eseguiamo ordini, creano un contesto in cui seguire regole predefinite ti assicura un premio, mentre se cerchi un tuo spazio di libertà, se non segui l'ordine costituito, non sei premiato. È chiaro che rispettare alcune regole è giusto, ma è fondamentale riflettere su questo meccanismo.
Capisci, è davvero assurdo mantenere un bambino per 5, 6 o anche 7 ore, magari tutto il pomeriggio, a fare i compiti, come se fosse un adulto che lavora in una dimensione totalmente distante dalla sua vita. E poi punirlo se non segue alla lettera questa routine! Forse se ci fosse un adulto che prendesse seri provvedimenti nei confronti degli insegnanti o del preside, potremmo vedere una svolta.
Ma se andiamo a cercare il colpevole, ci accorgiamo che nessuno è veramente responsabile. Chiedi a uno, risponderà che è colpa dell'altro, il preside dirà che è un ordine, e così via. Alla fine, nessuno sa niente, nessuno è in grado di spiegare il perché. È un po' come quando i nazisti furono processati: "Ho fatto il mio dovere, ho eseguito gli ordini" era la risposta comune. È un serio problema.
Ecco, la libertà esiste solo se siamo liberi spiritualmente. Non c'è altra libertà. Qualsiasi cosa diventi un dovere lavorativo, è soggetta a regole, a impostazioni, a una dimensione politica. Ma la libertà, amici miei, è di natura spirituale. È qualcosa che possiamo trovare all'interno di noi stessi, in un reame profondo e autentico. È lì che entriamo in contatto con la nostra anima, comprendiamo che c'è un senso di eternità. Questa libertà non è solo una convinzione morale o etica, è un'esperienza autentica, una consapevolezza profonda. E una volta che la viviamo, non ci interessa che gli altri ci comprendano.
C'è un collegamento diretto tra il tema della manipolazione della propaganda e quello della liberazione spirituale. È essenziale comprendere che il principio dell'autorità non deriva da fattori esterni, ma è interamente legato al produrre, al creare, al far crescere il frutto di questo rapporto. È un rapporto simile a quello con una madre, che sostiene, nutre e valorizza le tue qualità, la tua intelligenza, tutto ciò che sei, affinché tu possa svilupparti appieno.
Quindi, quando parlo di esperienza spirituale, di questo percorso di ricerca che si manifesta in modo autentico quando una persona è libera di esprimersi in modo originale e creativo, non sto parlando di spiritualità intesa come religione. Non si tratta di cristalli, profumi o altri aspetti tangibili, sono solo contorni che possono avere un loro valore, ma non rappresentano il nucleo. È piuttosto la libertà, il poter essere se stessi pienamente, con tutta la nostra essenza.
Prendi Gesù Cristo, ad esempio. Era una persona libera. Dimenticate l'etichetta religiosa, perché non riflette la sua essenza. Gesù non era cristiano, è importante sottolinearlo. Ma come può essere? Può sembrare strano, lo so. Ma è la verità e bisogna comprenderla bene.
Questo concetto di morte, questa prospettiva, è davvero rilevante.
Cioè, devi affrontare questa questione della morte dentro di te, questa paura che se ti senti davvero libero, se esprimi pienamente te stesso, potresti essere punito, emarginato, persino ucciso. Questo è il principio più profondo di manipolazione al mondo, adottato dalle dittature, ma le dittature stesse servono a perpetuare questo principio malvagio, che è la minaccia più grande per la tua sopravvivenza e la tua vita. È qui che la dimensione spirituale diventa cruciale, perché è l'unico modo per superare questa finzione che ti vede come un essere mortale.
Sai, ero immerso in un corso sulle tecniche di manipolazione della propaganda e ora sto parlando di spiritualità. Probabilmente sembra un cambio di argomento, ma dobbiamo rendersi conto di come queste due cose siano strettamente interconnesse. Quando ci accorgiamo di essere manipolati così profondamente, quando ci siamo resi conto di questo terrore della morte, allora possiamo intraprendere il nostro viaggio spirituale. È cruciale capire che la spiritualità non è solo una pratica di supporto per il benessere personale, né solo un'opzione per chi ne ha deciso di abbracciarla.
Sai, se devo aiutare una persona a sentirsi meglio, è importante fare attenzione a non usare la meditazione come un modo per sedare le persone, per farle sentire meglio sul lavoro, in azienda o persino in carcere. Ti dirò una cosa, un giorno, durante un incontro a un monastero, un monaco ha condiviso questa storia interessante: insegnava meditazione nei penitenziari e diceva loro: "Ascoltate, ascoltate voi stessi e ricordatevi che il carcere è solo qui e ora, ragazzi". Questo, capisci, mostra quanto a volte non sia chiaro cosa stiamo facendo. La meditazione non è fatta per questo, se non si comprende il tema della libertà, tutto il processo diventa inutile.
Quando scegli di essere libero, di sbocciare completamente, nasce in te questa consapevolezza della morte, questa paura immensa che ognuno di noi ha. La meditazione è molto importante perché ci dà sostegno, ci nutre e ci aiuta a comprendere e sentire profondamente che questa dimensione della morte è solo una paura. È reale anche in termini esterni, potrebbe succedere qualcosa di negativo esternamente, ma in profondità, su un piano esistenziale e spirituale, tu non puoi morire.
Anzi, più ti liberi, più potresti non essere compreso, ma più sarai felice e gioioso dentro di te. Ma questa felicità non è benessere; a volte non ci si sente bene, come Nelson Mandela in prigione per 30 anni o Martin Luther King, che sapeva che sarebbe stato ucciso il giorno dopo il suo discorso. Nonostante questo, hanno portato avanti la loro missione, hanno affrontato la situazione con coraggio, perché la loro gioia interiore non dipendeva dalle circostanze esterne.
Senti, c'è questo discorso straordinario di Martin Luther King, il giorno prima della sua morte, in cui spiega quanto sia importante la longevità, il vivere a lungo. Ma in quel momento, sai, per lui non era importante. Diceva che aveva visto il regno di Dio, la Terra promessa. Forse lui non sarebbe arrivato lì insieme a noi, ma era certo che come popolo avremmo raggiunto quel posto bellissimo. Citava la Bibbia, parlando della liberazione degli schiavi d'Egitto. È incredibile come questa idea della Terra promessa, di quel regno, abbia cambiato la storia. Pensaci: oggi un presidente americano è stato un uomo di colore, Barack Obama, che piaccia o no. È un fatto storico che si deve a persone come Martin Luther King, un discorso che amo profondamente e che ritengo una pratica bellissima.
Ma sai cosa? Trovo sconcertante come il video di quel discorso venga oscurato da Google nei sottotitoli, perché utilizza un termine specifico che viene censurato. È una mancanza di rispetto. Lui lo usava tranquillamente nel discorso, ma ora viene nascosto. Vabbè, comunque, scusa, mi son fatto una risata perché ho fatto uno screenshot di questa cosa.
Comunque, quello che volevo dirti è che puoi intraprendere un cammino spirituale, soprattutto un cammino verso la totale libertà. È una cosa importante da considerare, secondo me.
C'è una cosa, un qualcosa che potrebbe davvero sostenerti pienamente nel tuo cammino. Immagina: vorresti essere completamente libero, avere la capacità di distinguere tra ciò che è un condizionamento sociale e la tua vera essenza. Vorresti sostenere la tua esperienza con un'autorità che deriva esclusivamente da te stesso, da un ascolto profondo e da una rivelazione interiore che ricevi.
Vorresti vivere esclusivamente in questo stato. E sai, questo regno non è qualcosa che accade da un giorno all'altro, non è qualcosa che devi conquistare, ma è piuttosto un risveglio, qualcosa che devi far emergere.
Il punto è se non ti accorgi di avere la paura della morte, se non ti rendi conto che persino nelle piccole cose hai timore del giudizio altrui, beh, allora non andiamo da nessuna parte. Capisci, sei di una bellezza straordinaria. Ti mostro queste tecniche di manipolazione, questa propaganda, solo per spingerti a liberarti. Esiste la schiavitù, esiste la manipolazione, la paura della morte, ma esiste anche la libertà spirituale. E ricordati, non c'è proprio confronto. Qualcuno potrebbe persino morire, ma se non ha mai vissuto nella libertà, se non si è liberato da questa paura e non ha mai conosciuto la dimensione di questo spirito eterno, di questo regno senza fine, beh, non ha mai davvero vissuto.
Sai cosa fanno gli altri? Quelli che giudicano, quelli che vivono? Vivono di cosa? Vivono di morte. Vivono di luoghi comuni, di rituali, di rituali quotidiani.
Mi rendo conto di quanto possa sembrare assurdo, Gesù, quando infrange le regole dicendo "Come ti permetti di guarire in giorno di sabato?" Le regole non lo permettono, il sabato è per riposare. Ma ragazzi, stiamo scherzando? Abbiamo sostituito il vivere con un insieme di regole? Ci sentiamo obbligati ad agire secondo certe norme solo per tranquillizzare la nostra coscienza. Ma diamine, questa non è vita! Vivere non significa cercare di placare la propria coscienza per evitare l'inferno, è qualcosa che ci hanno inculcato.
L'inferno vero è non cominciare mai a vivere appieno. Ricorda che sei in un viaggio eterno, come sostengono i mistici. Non lo dico io, ma le persone più importanti nella storia umana. Sei in un viaggio eterno, puoi svegliarti ora o risvegliarti. È una decisione. Vuoi riconoscere la tua intera regalità, accettare la tua libertà umana, capire che ti hanno riempito di spazzatura e ti hanno fatto credere che fosse colpa tua? Vuoi contribuire alla creazione di questa terra che costantemente tende a rinascere? Per chi stai combattendo, con chi ti stai associando? È importante, è un passo cruciale.
Cosa stai scegliendo di abbracciare? Ti stai unendo alle forze della luce, della bellezza, a qualcosa di nuovo, sconvolgente e straordinario, oppure stai obbedendo alle regole rigide? Ma sul serio, ma cosa succede davvero? Perché lui può fare qualcosa che io non posso fare? Questo è un aspetto che merita approfondimento. Continuiamo il nostro percorso di riflessione.
Abbiamo esplorato alcuni argomenti. Questo è un principio forte, instillare la paura della punizione, dell'esclusione sociale, che in realtà rappresentano una sorta di morte, una forma molto forte di isolamento in cui nessuno capisce ciò che stai dicendo, né ti sostiene. Ma alla fine, se lavori sinceramente sulla dimensione spirituale, ti accorgi che al di là di questo supporto sociale in cui ci hanno convinti che abbiamo bisogno disperato dell'affetto, dell'amore e dell'accettazione degli altri, in realtà c'è una fonte interiore che riceviamo. Come diceva Gesù, non è ciò che entra nell'uomo a contaminarlo, ma le parole che escono da lui. È ciò che è dentro di noi a poterci contaminare.
Stai seguendo lo spirito o stai rimanendo intrappolato in una dimensione di malattia sociale che ti è stata trasmessa? Questo è il discernimento che devi fare, è il lavoro che devi fare su te stesso. Sì, fai terapia se ci sono disturbi, fai tutto ciò che ritieni necessario per stare meglio, ma prenditi anche il tempo di esplorare il mondo per comprendere che oggi ci sono schiavitù enormi a cui, in un modo o nell'altro, tutti noi contribuiamo.
C'è un processo cruciale che coinvolge la rottura di certe strutture per lasciar spazio a qualcosa di nuovo, di bello. Ognuno di noi ha un ruolo fondamentale in questo processo. Ti rendi conto che c'è un modo per trasformare quel dolore profondo, quasi sotterraneo, in una missione di vita potente, in cui comprendi che quel dolore è condiviso da tutta l'umanità?
Non è colpa di nessuno di noi, è semplicemente che siamo spinti verso un cielo, un orizzonte, che abbiamo ignorato per troppo tempo, da millenni. Ignoriamo questa dimensione celeste e a volte sembra addirittura che ci prema negativamente, che la sua luce sia oppressiva. Ma in realtà, questo cielo è bello, è straordinario. Ci invita a essere divini, ci invita ad essere come Dio. È una chiamata a seguire una dimensione divina, ma è fondamentale ascoltare se stessi, avere fiducia in se stessi e abbracciare la regalità intrinseca che queste pratiche profonde ci offrono.
La tecnica di manipolazione delle Dittature contro la nostra Libertà la fiaba
Una delle strategie più potenti e subdole utilizzate dalle dittature per manipolare le masse è quella delle fiabe. È terribile pensare che vengano usate storie di questo genere, destinate ai bambini, per instillare in loro la paura della libertà. Questo è il tema principale: insinuare principi di timore verso l'autorità e la propria libertà.
Le fiabe svolgono questo ruolo durante l'infanzia e dobbiamo essere un po' cauti, poiché queste storie rimangono vive dentro di noi ancora oggi. Sono simboli e racconti che perdurano nel tempo. È dunque fondamentale, come sarebbe importante nelle scuole che stiamo idealizzando, entrare in contatto con la natura e la libertà totale. Dovremmo pensare a scuole, a storie, a fiabe che invece stimolino la libertà e aiutino i bambini a fidarsi della propria libertà e intuizione, anziché allontanarli da queste idee.
Penso che sia di vitale importanza. Voglio farti un esempio di fiaba: durante il nazismo, potrebbero essere state utilizzate fiabe per interiorizzare certi principi, o anche i film potrebbero essere usati per far percepire tutti gli ebrei come dei malfattori, rubando così l'empatia della gente nei loro confronti. Queste sono storie per adulti, ma poi ci sono le fiabe per bambini.
Io, ad esempio, rifletto spesso sulla fiaba di Pinocchio che mi piaceva molto. Ma se riflettiamo a fondo sul messaggio effettivo che una fiaba come quella di Pinocchio trasmette ai bambini, possiamo capire l'effetto che ha su di loro, o almeno l'effetto che ha avuto su di me. Non voglio fare una teoria generale, sarà sicuramente un testo con significati nascosti, ma parliamo di qualcosa di molto chiaro: riporta il principio di due alternative possibili e basta.
Pinocchio doveva scegliere se seguire il consiglio del padre, cioè quello strano vecchietto che l'aveva costruito di legno e non aveva altro da fare dalla mattina alla sera, oppure seguire se stesso, fare una passeggiata, guardare uno spettacolo teatrale o giocare in un parco. Se sceglieva la prima, il vecchietto era contento; se invece seguiva se stesso, finiva sfruttato da qualcun altro, trasformato in un asino e rubato da quell'altro. C'era poi il vecchietto carino che diceva sempre "vai a scuola, vai a scuola". È un po' un riassunto, ma è fondamentalmente questo.
In sostanza, cosa trasmette la fiaba di Pinocchio? Magari ha avuto un impatto meraviglioso su qualcuno, ma in generale, l'effetto è: segui le regole o, se segui il tuo piacere, il tuo gioco, ciò che realmente ami, ti fai del male, ti ammazzano, ti distruggono. Fai solo sciocchezze. Quindi, fai molta attenzione e segui il paparino, altrimenti non solo ti fai del male, ma provi anche sensi di colpa. E non solo provi sensi di colpa, ma lui starà molto male per te.
In altre parole, ciò che la fiaba sembra trasmettere è questa idea: "Mamma mia, figlio di Dio! C'è un ragazzino che non vuole andare a scuola ma vuole solo giocare e fare ciò che ama. Invece, devi essere tormentato da qualcuno che ti dice di andare solo a scuola, magari solo per avere un compagno di giochi ogni tanto. Questa dovrebbe essere la nostra terza opzione, una scelta incredibilmente creativa. Non ci sono solo due strade, c'è anche quella di Pinocchio, caro vecchio, avresti potuto portarlo a teatro invece di insistere con qualcosa che non era di suo gradimento.
Considerando che era anche di legno, l'hai messo al mondo solo per andare a scuola? Ma stiamo scherzando, vero? Non è neanche registrato, non ha neanche i documenti, eppure vuoi costringerlo a seguire la scuola. Ma ragazzi, non scherziamo. Mi dispiace, ma questa fiaba mi sembra una grande manipolazione. È diffusa perché noi non viviamo in una dittatura. Ci mancherebbe, non lo direi mai, però di solito c'è un confine geografico, delle persone che lavorano dalla mattina alla sera, c'è un imperatore. Non so bene chi sia questo imperatore, forse è di un impero un po' decadente e non si capisce più chi debba essere preso di mira.
L'imperatore ha deciso che dobbiamo fidarci della nostra libertà e, invece, dobbiamo pensare a rendere felici i nostri genitori che ci vogliono bene. Pensa che sono stato fatto di legno e ora cosa ci faccio con questo legno? Dai, non mi fare arrabbiare, Pinocchio. È bellissimo, no? Poi, l'unico modo che quel poveraccio aveva per fare qualcosa, dato che altrimenti ci avrebbero sfondato tutti, era raccontare qualche fesseria. Appena raccontava una cazzata, si vedeva il naso che cresceva. Come a dire: "Attento, se racconti fesserie, tutti se ne accorgono". Quindi, l'unica strada che aveva era raccontare qualche burla, ma se ne vedeva subito l'effetto. Quindi è inutile fingere, devi essere un po' schiavo.
Purtroppo, le fiabe, le storie che abbiamo assorbito dai film e da una serie di racconti sono esempi che ci spingono a non fidarci della nostra libertà. Per esempio, tutto questo dilagare di storie sui serial killer, questi film che tanto appassionano a tutti, sì, ma cosa c'è di carino nella mente di un serial killer? C'è un fascino per il male, ciò che viene presentato è la follia dell'uomo.
Prendi un singolo caso con una patologia grave, lo rendi realistico, ne fai un racconto, ne crei un intero contesto, e ci spieghi quanto sia pericolosa la natura umana. Questo genere di cose piace molto, ma mi chiedo sinceramente come sia possibile. Comunque, ci facciamo del male in questo modo, cosa ne viene fuori? Belle storie, no? Le vere cose che promuovono la libertà sono quelle che ci spingono a creare qualcosa di nuovo.
No, a queste storie non diamo spazio. Quei racconti che spiegano che l'uomo è potenzialmente un assassino, un mostro, che l'uomo è, potenzialmente... Sì, mi raccomando, focalizziamoci proprio su queste idee! Sono soltanto espressioni della follia della società e del regista. Sai chi è il vero pazzo nel film? È il regista, colui che dedica la sua vita a queste cose, che ha una sorta di malattia mentale che giustifica e a cui si dedica, che gli piace e cerca persino di condividerla con il mondo intero. Come fa a vivere in questo modo non lo so, ma c'è tanta roba di qualità, cose che spingono la nostra libertà. È come se avessimo un mondo intero a disposizione.
Ti chiedo, quali storie ti influenzano? Quelle che fanno credere che all'interno dell'essere umano esista una forza maligna che, se è veramente libero, emerge distruttiva, che annienta tutto il mondo? Stai attento, segui le regole, altrimenti la tua natura è cattiva. Questa è una sciocchezza. La verità è che c'è sempre un'altra strada, una strada che porta verso una libertà bellissima, creativa, arricchita da questa realtà spirituale che ognuno di noi possiede dentro di sé. Puoi fare l'esperienza che la tua libertà è connessa con un amore profondo, appartieni a un regno eterno di bellezza incredibile.
La tua libertà è come un fiore libero nel suo sbocciare, nel suo ascoltare del piacere, nel suo procedere verso direzioni meravigliose. Se fossi stato sostenuto dai tuoi veri genitori o insegnanti, se avessero colto il tuo desiderio di esplorare, avresti sicuramente arricchito enormemente la tua vita.
Spesso, c'è questa dinamica in cui gli adulti mostrano un po' di superiorità, lasciando il ragazzo a se stesso nel suo tempo libero, magari a seguire coetanei. Ma la vera questione è: perché gli adulti non aiutano a guidare i ragazzi verso le attività che amano, educandoli per viverle in modo soddisfacente? Non sarebbe questa un'alternativa autentica?
Penso che dobbiamo mettere in discussione alcune fiabe, alcune storie e film che ci vengono imposti. La nostra società esorcizza costantemente la morte, senza pensarci mai realmente, e poi la fa rientrare dalla finestra attraverso film sempre incentrati sulla morte in modo cruento, permettendoci di riflettere su questo tema in modo superficiale e stupido, invece che come un interrogativo significativo della nostra vita.
Tutto ciò che viene esorcizzato rientra in un altro modo. Non vogliamo affrontare la morte come un tema importante, capendo la nostra mortalità, ma anche esplorando una possibile dimensione di immortalità. Se eviti di pensare a questo, finisci per guardare spettacoli con scene di omicidi, perché sembra che abbiamo bisogno di sangue, di questa spazzatura. Dobbiamo riscoprire la libertà di affrontare la morte come tema esistenziale e spirituale, ascoltando chi ha attraversato e superato questo principio, chi vive già in una dimensione eterna.
Perché non intraprendiamo questa strada? È possibile che non ci fermiamo un attimo per fare le cose importanti al giusto ritmo? Ti auguro sinceramente di dedicarti a questa libertà con tutto te stesso, perché è l'unica cosa che conta. Liberiamoci da queste fiabe, questi film, questa roba assurda, e creiamo nuove storie per le nuove generazioni: storie di bellezza, di ascolto, che sostengano la libertà. Possiamo introdurre nell'infanzia un principio di intelligenza, di intuizione straordinaria, che può radicalmente migliorare la qualità dell'umanità. Facciamo questo passaggio.
Edward Bernays: la tecnica di manipolazione per trasformare una privazione in un diritto
Una delle tecniche di manipolazione più affascinanti e al contempo subdole è stata utilizzata da Edward Bernays, nipote di Freud e maestro della propaganda. Un esempio paradigmatico di questa pratica riguarda il mercato delle sigarette. In un periodo in cui le vendite di sigarette stavano calando drasticamente, Bernays ebbe l'idea di espandere il mercato coinvolgendo anche il pubblico femminile. Come fece?
Utilizzando un approccio ingegnoso, selezionò delle modelle di grande rilievo dell'epoca e le mise in passerella con dei particolari porta-sigarette, strumenti del passato che allungavano elegantemente la sigaretta. Durante queste sfilate, le modelle proclamavano: "Non solo gli uomini possono fumare, anche noi donne possiamo farlo!".
Questa mossa pubblicitaria portò a un drastico aumento delle vendite. Quello che la rende particolarmente interessante è il modo in cui trasformò un aspetto negativo, ovvero il fumo, in un presunto diritto reclamato dalle stesse donne. È una manipolazione sottile, capace di far desiderare e richiedere qualcosa che, in realtà, potrebbe risultare dannoso o negativo. Si crea un'idea di tutela della propria libertà: "Sono donna e ho il diritto di fumare come un uomo".
Questo tipo di strategia potrebbe essere vista come specifica di quel contesto storico, ma in realtà rimane una tecnica di manipolazione universale che trasforma il negativo in qualcosa di desiderabile e giustificato. Ciò solleva una riflessione profonda e critica, suscitando sicuramente pareri divergenti.
Sono convinto che alcuni diritti siano assolutamente fondamentali. Parlando di argomenti complessi come l'eutanasia o il diritto all'aborto, potremmo trovare opinioni divergenti, e questo va benissimo, è la normalità del discutere.
Personalmente, ritengo sacrosanti questi diritti. Credo fermamente che ogni individuo, nella propria libertà, dovrebbe avere la possibilità di scegliere qualsiasi cosa, ma vi è un punto che mi ha sempre colpito: la notevole attenzione dedicata a diritti che riguardano la morte, essenzialmente perché si tratta proprio di questioni che contemplano la vita potenziale interrotta e decisioni prese da individui magari in condizioni non ottimali.
C'è un'enorme enfasi su questi diritti, giustamente, eppure mi chiedo perché non si osservi la stessa veemenza, la stessa attenzione da parte dei media, ad esempio, verso il diritto per una madre di trascorrere i primi anni accanto ai suoi figli senza dover affrontare le pressioni del lavoro.
È un punto che mi ha sempre lasciato perplesso: mentre si discute intensamente di diritti che sanciscono la libertà di scelta in situazioni delicate, sembra mancare altrettanta enfasi sul diritto di conciliare il lavoro con la possibilità di essere presenti e vicini ai propri figli, soprattutto nei primi anni di vita. Questa non è solo una questione di politica, ma riguarda profondamente il benessere e lo sviluppo di una società. Non trovi sia un tema meritevole di altrettanta attenzione e dibattito?
C'è una cosa che mi inquieta molto: l'assenza di attenzione verso alcuni aspetti fondamentali della vita. Guarda, i genitori non possono passare neanche un minuto a vivere davvero con i propri figli, e questo porta ad una vita di grande difficoltà, in sostanza una vita di merda. Ecco, mi domando perché non ci sia lo stesso livello di attenzione dedicato ad argomenti cruciali come questo.
È giusto, secondo te, che ci sia una così grande enfasi sul diritto al lavoro, con tutti che scendono in piazza a gridare "Voglio il lavoro", ma poi nella maggior parte dei casi il lavoro ottenuto non ha nulla a che fare con ciò che veramente appassiona la persona? Questa è una questione che mi sta particolarmente a cuore.
Capisco che ci siano diritti che vengono promossi, spesso con molta enfasi, forse perché dopo tanto tempo in cui sono stati completamente negati, c'è una reazione naturale a riprenderli, a rivendicare il proprio spazio di libertà. Ma mi chiedo se la nostra società veramente ci fornisca o ci sostenga nella battaglia per ottenere delle condizioni di vita veramente belle.
Sono questi i diritti per cui combattiamo? Sono diritti come l'accesso a cure mediche gratuite o la visione dell'anziano come risorsa anziché come un peso per la società, certo. Ma la vera domanda è: la società è davvero orientata a favorire battaglie che contemplino una vita di qualità, la bellezza nella vita?
Riguardo ai diritti delle donne, è un argomento scottante. Ci sono diritti come quello all'aborto, che per certi versi sono diritti fondamentali, ma poi c'è il tema cruciale di far integrare le donne nei sistemi, ad esempio nell'ambito militare. Ci sono battaglie che sembrano far parte della giusta direzione, ma allo stesso tempo mi chiedo se ci stiamo concentrando sugli aspetti cruciali, come quello di consentire una vita veramente piena di bellezza e significato. La nostra società sembra essere così frenetica che i bambini e gli anziani, che invece rappresentano un tessuto importante della nostra comunità, vengono spesso trascurati. E questa è una cosa che non riesco proprio a capire.
Certo, è un argomento delicato. Guarda, è un diritto che tradizionalmente è stato concesso solo agli uomini, ma è una cosa che sinceramente non capisco. Non è giusto negare lo stesso diritto alle donne. Sai, recentemente ho guardato un documentario sulla Corea del Nord ed è interessante notare che sia uomini che donne hanno il diritto e la dignità di prendersi cura della difesa nazionale. È un punto su cui non ho nulla in contrario, la libertà dovrebbe riguardare ogni ambito ed è giusto lottare contro l'idea che i valori debbano prevalere sulle persone.
Ma dobbiamo fare attenzione a non farci ingannare, capisci? Dobbiamo distinguere quali diritti sono davvero importanti, per cosa vale la pena lottare e dedicare le nostre energie.
Ci sono così tante questioni su cui concentrarsi, giusto? È un invito, solo questo. Quando un diritto sembra così ovvio, così sostenuto, potresti dire: "Beh, è sostenuto da tutti." Tuttavia, c'è una tendenza per cui un'opinione si muove in una sola direzione e spesso c'è un forte sostegno, anche se si pensa il contrario. È importante comprendere che i diritti che chiediamo possono essere deviati in qualche modo, anche se la motivazione iniziale era assolutamente positiva, saggia e salda. Bisogna fare attenzione a queste sfumature.
Sai, sto riflettendo su come i governi gestiscano certe cose. Potrebbero trattenere gli anziani per più tempo anziché consentire loro di scegliere una fine quando si sentono inutili. Forse è un modo per risparmiare in sanità, ma mi chiedo se i diritti che chiediamo siano talvolta legati a interessi economici. Non voglio negare i diritti, ma dovremmo porci domande più profonde su cosa davvero vogliamo.
Quando scendiamo in piazza per reclamare i diritti, ci sono aspetti fondamentali della vita che cerchiamo davvero? Io penso a una vita dove possiamo respirare senza essere soffocati dal lavoro, dove l'inquinamento non sia una costante, e dove avere figli sia una scelta e non un peso. Almeno poterli vedere due volte, in una società che spesso scoraggia le nascite.
Perché non ci ribelliamo alla società così com'è, piuttosto che adattarci a limitazioni che non dovremmo subire? Prendi l'aborto, è un tema complesso. Non cerco di influenzarti, ma da anni di esperienza come psicoterapeuta, so quanto sia delicato affrontare un aborto.
Guarda, la libertà di scelta è sacrosanta, non c'è dubbio. È un po' come quella battuta vecchia di Guzzanti, ricordi? "Non possiamo mettergli le catene alle mani, che fai, gli sequestri?" È una cosa da vedere, il suo sketch su Padre Bizzarro.
Però, andando oltre, è giusto che una persona non sia costretta a decidere in certe condizioni. Spesso si sceglie di interrompere una gravidanza perché mancano lavoro, sostegno familiare, il partner ha abbandonato, e lo Stato non offre alcun aiuto. Non dico che sia sempre così, ma nella maggior parte dei casi, ci sono disagi reali dietro questa scelta. È un po' come l'anziano di cui parlavamo prima, non è vero? Quando non è più utile alla società, sembra quasi che debba cedere il passo ai più giovani. Capisci come tutto questo possa essere osservato da una prospettiva più distaccata, cercando di comprendere.
Questo esperimento di Edward mi ha sempre fatto riflettere. Da un giorno all'altro, tutte le donne iniziarono a richiedere il diritto di fumare, vedendolo come un'affermazione di dignità personale. Tuttavia, dietro questo desiderio c'era un fine economico ben preciso. Ora, vedi, tutti i diritti dovrebbero essere veri e propri, ognuno dovrebbe avere il controllo sul proprio corpo. Ma c'è una sottile linea da valutare: bisogna fare attenzione affinché non vi sia una coincidenza tra un diritto che reputo valido e un'ingiustificata amplificazione, poiché ciò potrebbe corrispondere a un interesse economico più ampio nel risparmiare sulle persone.
Pensa, a te interessa davvero poco, giusto?
Scegli liberamente, ma considera tutte le tue libertà in maniera completa. Questa riflessione, secondo me, apre a un punto di vista diverso. Mi dispiace se, magari, sei profondamente coinvolto in questa battaglia e pensi che il mio discorso non sia rilevante. Non sto cercando di sminuire l'importanza di questi temi. Voglio solo offrire un punto di vista differente, una prospettiva che considero legittima ma che, a volte, non viene adeguatamente esplorata.
Sai, durante il periodo del fascismo, quando si decise di intraprendere la guerra, il Duce tenne un'enorme orazione, ehm, una sorta di grande spettacolo. Tutti sembravano festanti, fu organizzata una grandiosa celebrazione. Sembra che in quel momento si stesse compiendo qualcosa di importante, come se fossero gladiatori in un'arena, una sorta di evento entusiasmante. Ma, sai, mentre si celebrava la Patria, in realtà, molti stavano andando incontro alla morte.
Dobbiamo davvero fare un passo indietro e riflettere su quali diritti siano davvero fondamentali. Potrebbe darsi che ci siano altri diritti, forse meno evidenti ma più cruciali, più determinanti. Forse c'è un diritto, una vera libertà, che necessita più attenzione di quanto riceva attualmente. È come se poche persone stessero davvero ascoltando riguardo a questi diritti, e forse è necessario immaginare delle nuove forme di unione tra di noi, delle modalità diverse di aggregazione, per poter spostare questo mondo in una direzione un po' più diversa.
La tecnica di manipolazione del bianco e del nero
Esiste una tecnica manipolatoria conosciuta come "illusione delle alternative". In pratica, si mette la persona di fronte ad una scelta falsa: "Preferisci più morire o essere mio schiavo e avere pane ogni giorno?" Ma forse essere schiavo con un po' di pane e acqua non è così male. "D'accordo, accetto. Dove devo firmare?"
Ma non devi firmare: sei già schiavo da subito. Perfetto! Lo eri già, anche senza rispondere, ma in quel caso ti ammazzavamo. Invece lo hai scelto tu liberamente. Mi pare una cosa democratica, è inutile che diciamo che non siamo in democrazia.
In sostanza, l'illusione delle alternative esclude altre possibilità. È come se ti proponessi un biscotto o un pezzo di pizza, quando in realtà avresti potuto scegliere tranquillamente anche altro.
Questa tecnica può essere utilizzata per spingere a scegliere tra destra e sinistra. “Di base preferirei andare altrove, ma se devo scegliere tra due alternative, scelgo la meno peggio." Le due opzioni sono un inganno per portarci in una direzione precisa, apparentemente la migliore tra le due, ma che è comunque deludente. Questa diventa la scelta della massa. Le nostre democrazie probabilmente si basano su questo concetto, presentare opzioni così diverse che sicuramente una resterà di nicchia e un'altra avrà successo, anche se potrebbero esserci mille opzioni.
Quindi l'illusione dell'alternativa viene utilizzata per manipolare la scelta. La cosa interessante è che questo concetto ci aiuta a riflettere sul tema della libertà. Ad esempio, in terapia, possiamo aiutare una persona anoressica a scegliere di iniziare a mangiare. Quando il disturbo diventa meccanico, a volte utilizzare tecniche che ribaltino la manipolazione contro il disturbo stesso può essere utile.
Tuttavia, quando si tratta della libertà personale, questa tecnica fa esattamente l'opposto. Dobbiamo renderci conto di come queste categorie del "sì" o del "no", di destra e sinistra, limitino la nostra libertà. La vera libertà inizia quando superiamo lo schema delle sole due direzioni. Iniziare a considerare molteplici possibilità apre a un pensiero creativo. Liberiamoci da queste categorie che limitano le nostre scelte.
Iniziamo a abbracciare un pensiero creativo. Se rifletto sulla possibilità di muovermi in una direzione diversa, inizio un percorso totalmente nuovo rispetto al passato. La buona notizia è che posso esercitarmi nel liberarmi da questo limitato pensiero duale. Ad esempio oggi, nella sfera delle relazioni, sembra ancora esistere solo il modello di successo, ovvero la coppia consolidata che dura 30 o 40 anni o la decisione di vivere soli e totalmente senza struttura.
La vita amorosa non si riduce a queste scelte.
In questo momento cruciale e creativo della Terra, ciascuno di noi può contribuire alla creazione di alternative.
Restringere le possibilità ad una dualità rigida diventa una battaglia di cui non abbiamo bisogno. È tempo di riconoscere che nella rigidità ci perdiamo. Non esiste ad esempio solo il lavorare che ti ruba 10 ore al giorno della tua vita o il non lavorare che ti rende un barbone sul ciglio della strada. In realtà anche in questo ambito non sono solo queste due le alternative possibili.
Esiste invece la possibilità di liberarci dalla schiavitù del lavoro. Il mondo infatti si sta evolvendo verso una direzione dimensione più naturale e libera. Possiamo creare forme alternative: lavorare molto meno magari impegnandoci in attività di qualità che favoriscano la crescita di piccole comunità e la nostra creatività personale. La vera soluzione infatti sta sempre al di là di questo apparente bivio.
Non esiste solo un lavoro senza valore tanto per prendere uno stipendio o un lavoro eccellente che ad oggi sembra impossibile ottenere. Questo ci porta nella frustrazione di non poter fare qualcosa di eccellente mentre altri ci riescono. Ci sono anche qui più alternative. C'è la possibilità di modellare uno stile di vita, influenzare gli altri mostrando che si può fare diversamente.
Nei miei corsi affronto proprio questo: il lavoro, le relazioni, l'istruzione. Non è quindi detto che ci debbano essere unicamente lavoro o disoccupazione, relazione o solitudine, ottimo studente o escluso.
Siamo in una fase in cui possiamo ad esempio creare nuovi modelli di cucina, integrando finalmente etica, piacere salute e tanto altro. E’ una fase storica realmente ricca di possibilità.
Non è vero che esistano solo due modi di gestire la nostra cucina quotidiana: seguendo una dieta rigida o cedendo completamente al piacere senza etica, come se mangiare 50 chili di carne fosse l'unica opzione.
La creatività umana sboccia quando ci liberiamo dalla manipolazione che ci costringe a pensare che esistano solo due alternative nelle questioni vitali. Questi condizionamenti sociali possono essere superati in ogni momento, scegliendo di condurre una vita pienamente libera per trasformare sia la nostra esistenza sia il pianeta contribuendo a qualcosa di straordinario.
Per raggiungere questo obiettivo, è fondamentale a mio parere essere disposti a intraprendere un cammino spirituale. Se abbiamo disturbi o difficoltà particolari, un percorso psicoterapeutico potrebbe essere cruciale. La spiritualità, tuttavia, non è concepita per curare i disturbi, le difficoltà comuni della psiche o per comprendere il funzionamento del nostro cervello e delle nostre emozioni.
Un percorso di meditazione del cuore, come mi piace chiamarlo, mira a superare, sull’esempio di grandi figure spirituali, l’antica e potente paura della morte. Per superare questo timore infatti non conosco altra via se non fare esperienza che la morte non è la nostra realtà ultima.
Viviamo in una società che esorcizza costantemente la morte, ma in realtà è proprio quando riconosciamo la drammaticità della nostra finitezza, che può iniziare un incredibile viaggio interiore che ci conduce all’eternità.
Qui l’illusione d’alternativa potrebbe essere tra il vivere miseramente o cercare di distrarci costantemente riempiendoci di cose inutili ma brillanti e ipnotiche. Anche in questo caso non sono solo queste le due possibilità.
In realtà è così bello sapere che puoi vivere una vita così ricca e piena che il profumo di questa esperienza può rendere eterna la tua vita ora. Questo è ciò che i mistici conoscono e ciò a cui un vero cammino spirituale ci guida: l'esperienza di un'eternità vissuta nell'oggi, una sensazione che, se coltivata, rimarrà con te per sempre.
E' possibile Liberarsi dalla Manipolazione Sociale per fiorire
Ebbene, siamo arrivati alla fine di questo corso sulla propaganda e sulla manipolazione. È un argomento complesso, e volevo portarti a riflettere su una cosa.
Cosa ci serve davvero oggi per liberarci? Serve un percorso spirituale, serve affrontare la nostra vita riportando al centro il nostro ritmo, un ritmo che è fatto di bellezza, completamente diverso da quello frenetico di questa società.
Questa società esorcizza la morte, sceglie soltanto con la paura, limitandoci a credere che esistano solo due opzioni, ma in realtà non sa creare e teme la propria libertà. Abbiamo bisogno di un cammino verso la libertà, un cammino soprattutto spirituale. Ovviamente, all'interno di questo cammino, ci possono essere tanti modi diversi per lavorare su se stessi, ma se non metti al centro la tua ricerca di eternità, se non consideri che possa essere possibile esplorarla e lavori su questo piano, tutto il resto avrà poco significato.
Devi concentrarti sulle cose serie. La tua vita è breve. Davvero breve. Quindi o decidi di impegnarti in un percorso di libertà profonda, in cui la morte diventa una possibilità anziché una manipolazione che ci viene imposta sulla paura della morte, oppure cominci a liberarti da questa paura e a vivere veramente al di là di essa. Questa è la sfida dei mistici, dei grandi maestri spirituali nella storia: affrontare la morte e andare oltre, superarla. È da qui che inizia la vera vita.
Hai mai considerato cosa potresti fare senza il peso che ti opprime? Puoi vedere la realtà per ciò che è, senza timore. Puoi capire di trovarmi in un contesto in cui la maggioranza delle persone segue il flusso, correndo senza fermarsi mai. Spinti a seguire senza conoscere sé stessi, né alternative. Educatori, genitori, siamo tutti immersi in questo circolo, ripetendo ciò che è stato detto a noi, anche se ci ha fatto male. È chiaro? La maggior parte degli educatori insegue l'urgenza di dire qualcosa ai ragazzi, ripetendo ciò che hanno detto a noi. Ma, riflettiamo, ciò che ci è stato detto, ci ha aiutato veramente? È stata solo una schiavitù. È tempo di uscire da questa condizione.
C'è una straordinaria missione di amore che puoi intraprendere. Una missione che ti libera e libera gli altri. Con il tuo talento, le tue capacità, le tue passioni, possiamo solo iniziare questo cammino. Vuoi davvero esistere? Quando l'anima si libera da questi condizionamenti, non può più morire. Liberandoti, lasci spazio a una rivelazione, fai emergere la tua vera natura. Scopri un fiore che annaffi con il tuo discernimento, ti connetti profondamente e vivi una vita autentica e piena di bellezza.
Credo che oggi la sfida principale sia liberarci dalle manipolazioni della propaganda, che ancora oggi giocano con valori diversi, ma seguono sempre una logica di sottomissione in cui sei costretto a tacere e a non ascoltare te stesso. È come se la dimensione spirituale non fosse un'esperienza diretta, bensì sempre mediata da qualcuno. Non parlo solo della società, ma anche della religione.
Sempre c'è qualcuno che interpreta, qualcuno che può dirti cosa fare, come il sacerdote che parla perché ha un contatto diretto. Gesù, per esempio, ha rimosso il marchio sulla spiritualità, dicendo semplicemente: "Con quale autorità compie queste azioni?". Ma la sua autorità veniva unicamente dal principio di vita, dal suo rapporto con il padre. Ognuno di noi ha un contatto diretto, un'esperienza Wi-Fi, se vuole intraprendere questo cammino di scelta, perché non c'è nulla di più. Il risveglio è saltare pienamente in questo, capendo che è il momento di occuparsi solo di questo, poiché è l'unico aspetto veramente importante.
Ritorna a chiederti: con quale autorità compi queste azioni? Ricorda, la vera autorità per fare cose importanti è interiore. Fai una riflessione su come sei manipolato oggi, quali manipolazioni porti ancora dentro di te e quale scelta puoi fare, quale cammino intraprendere. Scegliendo coscientemente, puoi intraprendere il tuo cammino.
Se davvero desideri scoprire se esiste la tua identità al di là di questo principio di morte che sembra prevalere su tutto, ma che non ha vero dominio, allora, eccoci. È importante, anzi fondamentale, comprendere quanto tu sia prezioso, quanto tutti abbiamo bisogno di te, della tua essenza libera. Ti auguro di intraprendere questo cammino, spero che questi spunti possano esserti d'aiuto, che tu possa riflettere su di essi e portare nella tua vita tutta quella libertà che la tua anima desidera ardentemente.
Ricorda, anche se in certi momenti potresti sentire di perdere qualcosa, se all'interno di te percepirai un profondo allineamento, una base solida che ti sostiene in modo radicale, saprai di essere sulla strada giusta. È essenziale, molto importante. Un grande abbraccio, e ti incoraggio a esplorare tutti quei corsi gratuiti che ho scelto con dedizione.
Mi sono dedicato alla dimensione spirituale, agli stili di vita e al cambiamento, poiché senza dubbio rappresentano una soluzione essenziale. Per me è cruciale. Ci sono meditazioni profonde, meravigliose, in grado di metterti in contatto con quella realtà bella e profonda di cui abbiamo parlato, in grado di regalarti tutta la nobiltà che meriti, tutta la vita che meriti.


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