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  • 14 apr 2025
  • Tempo di lettura: 31 min

Aggiornamento: 2 giorni fa


La Libertà è Spirituale:

il Regno d'Amore al di là dell'Odio di sé


Rinascere dallo Spirito: giungere alla meditazione che giunge ad una preghiera del cuore 


Dobbiamo immaginare che l’identità reale della persona nel Paradiso sia formata dall'incontro di due fattori. Da una parte la povertà umana, il nostro bisogno di essere amati e dall'altra un bisogno infinito di amare. Quando queste due Realtà si incontrano è come se dessero alla Luce un figlio. Chi siamo realmente? Il figlio nato da questo incontro d'amore. Non siamo mai nati spiritualmente se non permettiamo a queste due realtà di incontrarsi. Questo significa essere nati, esistere. Se essere nati veramente è il centro dell'esistenza non dovrebbe questo incontro essere l'unico impegno della nostra vita? Se cominciamo a prendere sul serio la morte non possiamo che rivolgerci alla ricerca di ciò che non è soggetto alla morte. Se siamo saggi ci rivolgiamo a questa eternità e certamente non al carpe Diem, che non ha mai dato una reale soddisfazione a nessuno. È solo un tentativo disperato di arraffare quante più cose con un sottofondo di paura.



Gesù, che evidentemente centra tutta la sua vita su questo incontro fondamentale ci dice proprio questo:


“Non accumulate tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.”


E ancora:


«In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio.»


I grandi mistici, esempi di vita fondamentali, osarono credere di poter stabilire un legame con la fonte della Vita, fino ad esserne pieni testimoni. Di seguito trovi una mia preghiera come esempio. Nell'autenticità e nell'apertura puoi attivare anche tu questa connessione profonda con la Vita che scorre in tutti noi. Lascia che sia lei a prendere la guida, così da poter dare un nuovo significato alle nostre ferite, trasformandole in occasioni di rinascita e di eternità. 


O eterno Amore che scorri nelle profondità del mio sangue, del mio cuore e delle mie ferite.


O eterna gioia che con un dono sollevi la mia Mente dal peso del dolore immeritato.


Ti vedo in tutta la tua bellezza che sorprende nei momenti di buio regalando una soffice carezza d’Amore, derivata dal tuo respiro.


O luce onnipotente, onnipresente, onnisciente, che tutti conosci e che conosci me nella mia intimità profonda, in quei luoghi nascosti anche a me, per la vergogna che provo per le mie povertà.


Io sento di meritare il tuo Amore, la tua grazia su di me. Sebbene un odio profondo mi continui a gridare: "fai schifo", io sento che nel profondo del mio cuore c’è ancora la tua carezza gratuita.


Che mi fa vivere nuovamente quel gioco spensierato senza paura e che mi conduce con gioia e divertimento a realizzare quell’amore nel mondo.


Così da poter dire ai miei fratelli che oltre l’odio che provano per sé stessi esiste una grazia che si prende cura di tutti noi e che ci vuole amati nel suo Regno.


Sei così importante agli occhi dell’Amore eterno. Sei un Re senza corona che può portare regalità in ogni suo gesto per manifestare la realtà a dispetto dell’illusione e dell’incubo a cui crediamo di esser costretti a sottoporre le nostre energie, il nostro tempo, i nostri pensieri.


Le mie preoccupazioni sono infinite e sempre attirano la mia attenzione e le mie energie per esser sciolte e risolte, ma non trovano mai pace. 


Per questo mi accorgo definitivamente dell’inutilità del mio sforzo, del mio faticare, del mio distruggermi quotidianamente per porvi fine. 

E mi affido completamente a Te, che mi conosci e desideri il mio Bene. Che non mi accusi perché l’Accusa non fa parte della tua essenza. 


Io ti ringrazio Creatività eterna, infinita perché mi rendi Creatore insieme a Te della bellezza rendendomi capace di osservare, di vedere, di guardare, ogni tua opera come un miracolo e, grazie a questo nostro sguardo, la potenzialità di Bellezza di quel fiore si fa frutto per l’Umanità intera.


Tu proteggimi dagli idioti che con le loro paure cercano di distrarmi da ciò che realmente è Bene, accarezzali e rasserenali nelle loro angosce, perché possano imparare qualcosa di nuovo. Da me e da Te per mezzo di me.


Tu Luce infinita, sei la Risposta a tutti i desideri della mia carne. Ho tanto cercato soddisfazione nell’appropriarmi di cose di altri, perché mi sembrava così di potermi ricongiungere a te. Così non è stato mai e ora io lo riconosco, riconoscendo te e la relazione con te come il sommo Bene, come la massima soddisfazione di tutti i miei desideri più viscerali, più profondi, che più generano in me godimento.


In questa soddisfazione di Desiderio pieno io posso amare senza desiderare più di appropriarmi delle energie altrui per paura che non ci sia abbastanza per me per sopravvivere. 


Tu mi chiedi di rendere puro il mio corpo, libero dalla Paura, affinché la Luce del tuo Sole possa brillare su me, cristallo e accecare gli stolti e riscaldare in un clima familiare chi si rivolge a te con umiltà e desiderio di imparare.


Ti ringrazio per l’opportunità di questa vita che con i suoi dolori mi insegna ciò che eterno non è e ravviva la sete del tutto che solo in te può riposare degnamente e senza più riserve.


Fa' che il mio cuore e tutto di me, tutto il mio corpo, possa lodarti, possa ringraziarti, costantemente, per tutti i doni compresi quelli che non comprendo, che non capisco, che mi offri per la salvezza mia e del mondo intero.


Scusa se non posso chiedere tutto ciò che vorrei, ma tu che conosci i miei veri desideri, i miei bisogni più profondi, i miei veri bisogni, Tu che hai inventato il mio stesso bisogno di Te, colma ogni mia mancanza, colma questa mia incapacità di richiesta e io sarò soddisfatto oltre ogni ragionevole speranza. 


Ti amo anche io. Grazie



Un esempio di come meditare profondamente aprendoti ad una dimensione che origina la Vita interiore e la vita materiale. Mediteremo insieme e ci apriremo a questa Origine che dona totale fiducia e amore alla tua Originalità!




Il Regno d’Amore al di là dell’Odio di sé Una lettera dallo Spirito, ricevuta in una meditazione profonda, per invitarti a lasciarti andare nuovamente ad un regno di bellezza. E' utile a lasciar andare i giudizi, richiede una lettura di un'ora ed è un'immersione in un processo di liberazione dall'accusa così da sperimentare qualche carezza profonda ai nostri bisogni più profondi.


Mi raccontarono di mia nonna come di una bambina che aveva subito un abuso. Fu adottata dai nonni dopo essere stata abbandonata dai genitori. 


Tu sei mia Nonna!


Mentre ti beffi giustamente di questa assurda affermazione accorgiti che in te, come in lei, in questo preciso momento vive il ricordo emotivo di un attimo in cui qualcuno di cui ti fidavi ti ha colpito duramente, mentre tu aspettavi una carezza.


In quell’istante hai perso apparentemente per sempre l’opportunità di vivere in quel Regno d’Amore, di affetto e di divertimento puro in cui vorrei aiutarti a rimettere piede grazie a questa lettera capace di trasformare le tue emozioni.


E’ come se la lama affilata di un coltello entrasse in un punto della nostra storia personale e tutto apparisse come squarciato per sempre.


Capitò anche a me e un giorno mi ritrovai disperato con le ginocchia a terra. Rivolsi il mio grido di fede alla ricerca di una salvezza oltre il dolore, la paura, la rabbia e lo sconforto che provavo in quel momento. 


Era un periodo di grande confusione. Mio padre si era ammalato alcuni anni prima. 


Cadde una mattina mentre mi accompagnava di corsa a scuola. Cambiò strada improvvisamente e mi trascinò in un supermercato dietro l’angolo. Pochi istanti dopo lo ritrovai a terra con il viso cosparso di sangue ed io cominciai a piangere diventando completamente violaceo in viso.


Il tumore al cervello di mio padre per la nostra famiglia fu un’occasione di incredibile risveglio. 


Fu la grande occasione di guardare da vicino la sofferenza di una malattia e infine la morte.


Quando viene fuori l’argomento della morte le persone la affrontano cercando di non pensarci, ma questo ci impedisce di cogliere i suoi insegnamenti. 


La leggenda narra che Siddharta Gautama il Buddha cominciò il suo cammino verso il Risveglio dalle illusioni proprio dopo aver visto un morto, un vecchio e un malato e quindi forse siamo noi gli stupidi a gettare via una fonte così preziosa di apprendimento.   


Come dicevo mi trovavo anni dopo la caduta di mio padre su un pezzo di terra, in ginocchio a pregare che la confusione lasciasse il posto all’Amore e che i miei desideri più profondi potessero realizzarsi. 


In quel momento l’unica cosa che sapevo è che doveva esistere per forza qualcos’altro oltre a quella disperazione e semplicemente osai fare il salto di chiedere una Grazia.


All’improvviso l’abbraccio, l’affetto e la compassione più profonda che tu possa desiderare per il tuo dolore ora, si presentò in me. Partì dalle braccia, attraversò tutto il corpo e lo riscaldò letteralmente in un istante.


Mi fu regalata l’esperienza di non essere da solo di fronte alla Vita, così vasta da incutere timore. Le menti impaurite e confuse vagano nel buio spaventate, alla ricerca anche solo di una luce della potenza di una lampadina da comodino pur di sopravvivere. 


Quando si dice che al di là della nostra mortalità esiste la luce, si sintetizza bene questo tipo di esperienza. La luce infatti riscalda, scioglie ciò che è gelido, porta chiarezza, illumina le idee, rende l’atmosfera intorno a noi ricca di familiarità e speranza.  


Mi sentivo così in colpa per non aver avuto la capacità di tirarmi fuori da quel dolore da solo, ma questo Amore che sorge in ogni istante conosceva i miei pensieri e non mi colpevolizzò.


Immagina di poter essere raggiunto, adesso, da un raggio di luce capace di sciogliere le tue paure più profonde. 


Ti sei aggrappato a delle rassicurazioni per sentirti al sicuro, ma in realtà queste ti hanno ingabbiato in una sicurezza di burro, inconsistente, troppo saporita, falsamente rassicurante. 


C’è qualcosa in te che ti spinge a stringerti forte alle tue certezze, che coprono delle paure e delle preoccupazioni. Ti danno qualcosa da fare per non pensare, ma non ti basta più. 


Anzi ti senti soffocare perché tutti i ragionamenti e le pianificazioni che fai da una vita per salvarti in realtà ti paralizzano sempre nella stessa qualità di vita.


Ti sembrano l’unica alternativa possibile ad un mondo confuso e pericoloso che ti dà un senso di incertezza. 


Ecco vorrei che ti chiedessi cosa accadrebbe se una luce raggiungesse per un attimo quel punto del corpo in cui si accumula tutta la fatica che fai costantemente, che ti porti dietro mentre ti muovi nella tua vita. 


Sono qui solo per dirti che se questa luce potesse sciogliere per un istante quella prigione di burro, non faresti l’esperienza del nulla, del vuoto, ma una Forza comincerebbe a prendersi cura di te veramente.


Tu non sei solo. Tu non sei abbandonato. 

Tu non sei destinato ad una disperazione silenziosa.


Una mente che chiacchiera, che si spaventa, ha solo dimenticato che esiste una luce costituita di un amore profondo, addolcisce il dolore fin dentro le sue radici.


Questo Amore, come mi è stato rivelato dalla mia esperienza, abita anche te, ti salva ora e si prende cura di te in ogni istante e questa lettera ti serve per cominciare a percepirlo.


Ora, che tu te ne stia accorgendo o meno, in una piccola porzione del tuo corpo, questa salvezza si sta prendendo cura di te generando un attimo di pace assoluta anche se inafferrabile.


Ecco ancora tutte le paure che continuano a viaggiare nella tua mente, che ti distraggono e che commentano svalutando in ogni attimo tutto ciò che avviene, compresa questa occasione che ti viene offerta ora. 


E bene mentre tutta questa confusione ancora è presente in te, puoi concederti di sentire il piccolo spazio di libertà che è presente in te in questo momento. 


C’è un luogo interiore che testimonia che la tua vita non è fatta solo di preoccupazioni che richiedono da parte tua un’attenzione e uno sforzo costanti per essere placate. 


Sei soprattutto uno stato di Amore.


La commozione di una madre che si accorge per un attimo di aver raggiunto con il suo affetto il figlio e di averlo consolato dall’incubo appena fatto. Questa carezza si prende ora cura di ciò che sei e ti dona l’abilità di rimettere in circolo questo potere di amare come una madre.


Se avessi avuto adulti intorno a te avresti ricevuto queste parole che desidero regalarti ora. 

Voglio chiederti scusa di quando ti ho accusata, ti ho chiesto di cambiare, ti ho obbligato a nascondere le parti più preziose della tua personalità. Ti ho chiesto di violentarti per renderti più desiderabile al mondo, per portarti ad un successo fittizio e di questo non posso che chiederti scusa, perché sono la causa del tuo dolore e questo mi fa piangere ogni giorno. 


Pretendendo che tu cambiassi hai subìto una violenza. Ho distrutto la tua occasione di costruirti gradualmente, dalle profondità, con il tempo per te necessario. 


Sarebbe bastato offrirti un bel giardino verde arricchito da un ruscello d’acqua. Ti avrebbero ricordato quanto è semplice e naturale fiorire. 


Sono io il responsabile del tuo dolore, perché purtroppo questa paura ha convinto e dominato anche me. 


Ti voglio chiedere scusa perché non meritavi di sentirti sbagliata. Ti ho distrutto credendo di fare il tuo bene, perché ancora non avevo scoperto cos’era il bene. 


Ti ho proposto come via solo la fuga dal dolore dell’umiliazione quando avresti avuto bisogno semplicemente di non sentirti abbandonata.



Io non volevo che colpisse anche te quell’umiliazione che avevo subito anch’io da piccolo. 


Mia mamma cucì su misura un vestito di pulcinella fatto a mano e i miei compagni cominciarono a ridere. 


Non volevo che anche tu sentissi il dolore di un atto di amore rovinato da una risata senza tatto.

Mi sentii così in imbarazzo nell’aver un vestito così diverso dagli altri. 


Ma ciò che mi umiliò di più era che una semplice risata entrava in quel rapporto così profondo. Una donna mi aveva regalato tutto il suo tempo per vestirmi con amore e affetto e io me ne vergognavo. 


Piansi così tanto che decisi di non rivivere più quella sensazione. Non avrei mai permesso che mia madre potesse essere nuovamente svalutata dentro di me e senza una guida saggia decisi semplicemente di risolvere la cosa non facendomi più cucire alcun vestito con amore. 


Il Dolore mi portò a ritenere logico smetterla di portare addosso vestiti a cui tenevo veramente. 


Se fosse arrivata una nuova derisione, un sorriso inopportuno, un commento spiacevole, non avrei più sofferto così tanto. 


E’ così credo che cominciamo tutti ad uccidere la nostra anima innocente.

Si, anche tu hai fatto dei doni che sono stati respinti. Sei anche la madre che ho rifiutato dentro di me e adesso ne conosci il motivo. 


Al tuo dono così prezioso ho imparato a dare nuovamente spazio, l’ho portato con me, l’ho protetto e lo dono a mia volta, offrendolo come il bene più prezioso. 


Quanto mi dispiace non averti incontrato prima.


Non posso più toglierti di dosso questa umiliazione. Ormai l’hai ricevuta anche tu. Eri lì, contento della tua stessa gioia ed è entrato a rovinare tutto un chiodo arrugginito. 


Ti vedo nella tua umiliazione perché la conosco e ti amo perché sei stato indifeso, hai imparato a proteggerti e ad evitare che riaccadesse tutto questo, ma non ha funzionato niente ad oggi. 


L’Amore vero può entrare in te, perché la sua caratteristica innata è sapersi muovere agilmente nelle pieghe del dolore, riportando l’equilibrio.


Ora sei qui ad ascoltare la mia voce che viene da al di là del tempo, oltre tutta la disperazione umana ad incontrarti. Sono qui per dirti che puoi essere stato umiliato in quel dono ricevuto e in quella preziosa fiducia che riponevi nel mondo, ma che nessuna umiliazione, neanche quella di essere ucciso senza dignità, può cancellare la luce di quella fede, di quel pensiero autentico, di quel respiro infinito.


Nulla, nella realtà, ha potuto sconfiggere quell’Amore che hai provato a seguito di quel dono, anche se ancora ogni tanto ancora il dubbio emerge e ti allontana dalle mie parole e da questa esperienza piena di liberazione. E anche in questo naturale timore sei rispettato ora.


Nonostante esistano ancora la confusione, il dolore e i ragionamenti che la mente svolge costantemente quasi come un rumore di sottofondo, io li vedo e li lascio andare, anche solo per un istante, al posto tuo. 


Lascia la pretesa di poter capire tutto, di conoscere in anticipo la strada sulla quale camminare sicuro e concentrati per un attimo solo sull’opportunità di aver trovato un amico che al di là di tutto ciò che pensi di aver fallito, al di là di tutto il male che pensi di aver fatto, al di là di tutto il dolore che pensi di meritarti, ti ama profondamente per il semplice fatto che ci sei. 


Ti amo non per abilità personale, non perché senti di meritarlo, ma perché il regno di cui ti parlo si regge sul dono di una madre che spende tutto il suo tempo, con il cuore aperto, per donare qualcosa di bello ad un figlio. 


Nulla può toccarlo per tutta l’eternità. 


Il tuo compito? Oggi è solo quello di proteggere questa esperienza preziosa, continuando, con fiducia e coraggio, ad indossare quel bel vestito, cucito su misura proprio per te, senza più alcuna vergogna.


Ti amo perché sei speciale e unico nella tua natura.


Sei amato al di là di tutti gli errori che puoi pensare di aver fatto. Quando hai ferito qualcuno, quando hai subìto un torto, eri sempre accompagnato da una presenza calda che voleva che tu ti lasciassi cullare mentre ti perdevi nelle opinioni confuse dell’esterno. 


Ti sei solo allontanato da te stesso e non sentendotela di lasciarti cullare ti sei allontanato così profondamente da questo amore che hai finito per odiarti e questo odio, a volte, l’hai condiviso con il mondo intorno a te.


La paura di impazzire, di essere esclusi e di essere rifiutati dal mondo per le nostre particolarità è una paura che abita nel profondo di ciascuno di noi.


Temiamo che qualcuno possa ritenerci strani, che gli altri possano non comprenderci più. E allora ci teniamo in tiro,ci copriamo per bene di gioielli, vestiti, medaglie, certificati, ma in fondo ad ogni obiettivo raggiunto sentiamo di allontanarci sempre di più da quell’amore gratuito, da quell’esperienza di valore che si trova al di là di tutte le conquiste.


C’è un amore profondo che ti vede per ciò che sei, che non ti accusa, ma che ti salva e ad ogni istante ti mette nelle condizioni di poter amare con tutto te stesso e di poter far vivere pienamente ogni parte del tuo corpo, con libertà. 


Il male continua a colpevolizzarti, continua a dirti che per quell’errore che hai commesso, per quell’evento impresso ancora nella tua memoria che è accaduto proprio a te, tu non meriti più una vita felice. 


Ti indica che dovresti riuscire a risolvere quel passato che ora sai di non poter più cambiare e quindi ti mette nelle condizioni di non poter essere mai redento, di non poter ritornare più ad una vita piena.


Tu sei amore, sei vita, sei affetto, sei errori, errori che non ti definiscono, ma ti sostengono nel cammino alla scoperta di chi sei davvero, liberando errore dopo errore sempre più energia. 


Ci sono volte in cui hai subìto, ti sei sentito bloccato, paralizzato. Qualcuno ti faceva qualcosa che non desideravi. E non sei riuscito a reagire, non sei riuscito a difenderti, a proteggerti. E ancora oggi ti accusi per questo. 


Ancora oggi non ti ritieni degno di poterti attribuire forza, mascolinità, femminilità, perché quel tuo non esser riuscito a riparare all’umiliazione, a difenderti, da quell’abuso, da quel sopruso, ti ha umiliato profondamente, più della violenza stessa che hai ricevuto. 


Ti dico ora, che in quel giorno in cui non sei riuscito a difenderti, è sorta in te la voglia di cambiarti, la voglia di essere migliore, la voglia di guarire questa tua debolezza e hai incominciato ad odiarti, a cambiarti.


Eppure c’è uno sguardo che proviene da un regno più profondo, eterno, ricco di amore, che ti vede nella tua umiliazione, nella tua debolezza, nel tuo non riuscire, nel tuo perderti, nel tuo sentiti folle, colpevole, vittima. Uno sguardo e una voce che viene da al di là del tempo.


Uno sguardo, una voce, una forza, un abbraccio, una presenza, che squarcia e rompe tutte le tue paure, i tuoi muri e ti raggiunge. 


Puoi essere impaurito, puoi essere difeso, puoi sentirti in colpa e debole, ma questa esperienza non ti è preclusa. La tua vera natura è di una forza autentica, potente e amorevole che ha la capacità di salvare il mondo intero senza alcuno sforzo. 


Tu mi stai dicendo che non riesco a convincerti a lasciar andare le paure, le preoccupazioni che ti sembrano reali e a cui ti aggrappi, ai problemi che ritieni di dover risolvere. 


Prima di poterti concedere uno spazio di serenità tu mi dici nel profondo che non sei pronto a lasciar andare niente di tutto questo. 


Sì, ci sono problemi, preoccupazioni, cose da gestire, pensieri che senti come reali, ma sai bene che non vuoi lasciarli andare perché temi troppo che al di là di tutti i tuoi tentativi di scappare non ci sia niente. 


Al di là di tutte le tue false certezze che ti sei costruito nel tempo e a cui resti aggrappato e che difendi con le unghie e con i denti quando qualcuno prova a metterli in discussione, ecco ritieni che non ci sia altro. Credi che il massimo della serenità che si può raggiungere è andare a controllare che i quattro pupazzetti che hai messo sul davanzale siano ancora lì a rassicurarti. 


Non che ci sia niente di male in questo, ma il problema è quella tensione che ti porti dentro e che non ti lascia da molti anni quasi mai la possibilità di rilassarti, di riposare profondamente, di respirare e guardare il mondo con apertura, guardarti allo specchio senza la necessità di trovare sempre qualcosa da cambiare solo perché in passato qualcuno ha scelto di criticarti senza tatto.


Insomma sono qui per dirti che ho fatto l’esperienza che lasciando andare anche solo per un istante tutto questo tentativo di far andare le cose così come ritieni giusto, dietro tutto questo, al di là di tutto questo, c’è un giardino. 


Un giardino incantato, con tanto verde, con i fiori che ami di più, con il paesaggio più bello che tu possa immaginare, un luogo in cui tutti i tuoi affetti ti amano, in cui tutti i doni che hai ricevuto sono presenti gratuitamente, senza che tu debba ricordarli in ogni istante. 


Tutti i doni che hai fatto anche se spesso non te ne accorgi ti sostengono. 


Puoi vedere tutte le tue paure per quello che sono veramente, nani da giardino, che prima vedevi come mostri indistruttibili ed enormi. Nani da giardino in coccio. E ogni tanto, mentre giochi al tuo gioco preferito insieme alle persone che ami, qualcuno di questi nani si rompe, vedi il coccio rosso all’interno ti ricordi che sono solo personaggi non così divertenti, ma certamente neanche dotati della capacità di ucciderti.


Tu sei questo giardino, sei anche i nani da giardino, sei tutto ciò che di bello puoi sperimentare, tutte le persone che hai incontrato, sei le relazioni che avete creato insieme, sei l’esperienza che puoi vivere in questo momento eterno. Sei ogni cosa, ogni cosa e ogni cosa va bene esattamente così com’è, perché finalmente la vedi per quello che è. 


Ogni cosa è al suo posto, ogni cosa ha la sua libertà di espressione proprio in quanto ciò che prima ti sembrava mostruoso ha preso la sua giusta forma, lo vedi per la sua vera natura. 


Vedi la gioia, vedi la libertà, la senti nel profondo. E finalmente la conosci e non hai più bisogno di doverla necessariamente conquistare o doverti pianificare dei luoghi liberi dove andare per fuggire dalla tua routine quotidiana che non ti piace e che ti ingabbia. Sei questa libertà, e non è niente di speciale e allo stesso tempo è tutto così speciale. 


E’ così incredibile che tutto ciò che ho sempre cercato non riuscendo mai ad afferrarlo, con mille sforzi muscolari sentendo pesi sulle spalle e sul corpo, sentendo contrazioni dolori in fondo fosse già qui da sempre. 


E che tutta la fatica che facevo non faceva nient’altro che allontanarmi, allontanarmi, farmi dimenticare di quanta gioia fosse già disponibile in questo preciso momento. 


Tu dici io voglio una prova scientifica che esiste questo regno di cui tu mi parli. Altrimenti non lascerò andare tutte le mie fatiche di una vita, per seguire stronzate senza senso.


Eh già, certo che c’è chi vuole le prove perché perdere tutto ciò che conosco è una liberazione ma allo stesso tempo c’è una paura immensa. 


E allora vogliamo sapere di poter poggiare realmente i nostri piedi in questo regno e solo quando ne avremo la totale certezza lasceremo andare l’ingegnoso meccanismo che abbiamo strutturato per non perderci nella confusione del mondo. 


E bene io una prova scientifica non te la posso dare, perché questo è un regno che non si trova capendolo ma lasciando andare qualcosa e su questo forse una prova più stabile può esserci. 


In un famoso esperimento degli sperimentatori assoldarono persone che dovevano dare una scarica elettrica ad un ipotetico collaboratore. 


Venne comandato da un ricercatore in camice bianco di premere un pulsante per trasferire delle scosse ad un'intensità sempre maggiore ad un collaboratore che era in un’altra stanza. 


E nonostante man mano che venivano eseguiti gli ordini la scossa aumentava di intensità sempre maggiore e il collaboratore nell’altra stanza gridava, gridava, gridava, gridava, fino ad una apparente morte, la maggior parte delle persone che ricevevano questi ordini, non si fermarono. 


Per cosa? Per paura di deludere l’autorità che gli impartiva gli ordini. E bene si. 


C’era un’autorità che impartiva degli ordini e moltissime persone nonostante credessero di star quasi uccidendo qualcuno, decisero di non opporsi. 


Continuarono a rimanere schiave invece di ascoltarsi. Sappiamo infatti ciò che ci fa veramente bene, sappiamo ciò che vogliamo, sappiamo ciò che ci fa respirare e ciò che invece ci toglie l’aria. 


Ecco invece di ascoltare questa voce, presi dal senso di inferiorità, dalla paura di non aver capito bene, dalla paura di deludere un’autorità, dalla paura di fare una brutta figura, ci spingiamo fino ad uccidere i nostri simili per paura di sembrare stupidi. 


Ahhh quanta paura di sembrare stupidi abbiamo e quanti ordini eseguiamo dentro di noi soprattutto pur di non sembrare stupidi. 


Ecco, la prova scientifica che ci creiamo delle prigioni inutili basate sul nostro bisogno di sentirci importanti, il nostro bisogno di non sentirci giudicati. 


Ecco la prova scientifica che ci lasciamo schiavizzare da tutto questo. Ciò che posso dirti è che quando molliamo, riusciamo a liberarci per un istante di questo obbligo ad esser sempre coerenti. Così dall’altra parte troviamo un regno di maggiore libertà che ci permette di ascoltare, di dar valore a ciò che proviamo, di dar valore alle nostre intuizioni che ci permette di fare delle scelte libere in modo spontaneo. 


Dando valore e sostenendo i nostri pensieri e le nostre sensazioni libere, ci troviamo a mettere in atto azioni nuove e l’esterno viene stravolto naturalmente e senza sforzo. 


In questo regno c’è tutta la libertà che stai cercando in questo momento. Tutta la libertà. 


E’ una libertà che forse può contraddire le regole del mondo, ma sono semplicemente delle apparenti contraddizioni. Ciò che invece rimane coerente è la linea in cui assapori la vita in tutta la sua profondità. 


Oggi siamo tutti perbenisti e non ci facciamo troppi pensieri nel giudicare le scelte di vita di alcune persone che sono state non troppo coerenti e noi ci sentiamo di poterci mettere come giudici inflessibili delle scelte degli altri.


Chissà cosa c’è dietro una scelta, dentro una vita, dietro una libera scelta, chi ci può dare il diritto di sapere cosa c’era nella persona che ha preso quella scelta. 


Quanto  è importante rispettare le sue decisioni e tutta l’esperienza che lo ha portato a prendere quella strada. 


Noi che non ci poniamo nessun problema a giudicare l’immoralità di alcune decisioni non ci accorgiamo della rabbia che attraversò Gesù davanti al tempio e che lo spinse a buttare a terra tutto ciò che i mercanti vendevano davanti al tempio. Se vedessimo oggi qualcuno che si arrabbia in pubblico adesso lo prenderemmo per pazzo. 


E allo stesso tempo ci dimentichiamo che il Buddha non solo è stato un grande maestro ma anche qualcuno che per poter seguire la propria strada abbandonò la moglie e il figlio appena nato. 


Chi può dire cosa è giusto? A volte la luce ci chiede di seguirla, di ascoltarla e ciò che apparentemente sembra un danno esterno può essere una grande grazia per moltissime persone. 


Le nostre piccole morali si sostituiscono alla morale più profonda che è quella della coerenza alla vita. I passi devono esser vitali ed è concesso l’errore. 


Solo l’uomo è inflessibile, solo quel giudice che si porta dentro è inflessibile e impedisce gli errori, ma la vita si muove su passi sbagliati.


Ovvero fuori misura, fuori regola ma che seguono in realtà una loro regola interna, un’armonia interiore così profonda che solo chi la sperimenta può capire. 


E allora ti chiedo di aver il coraggio di mollare le tue coerenze, le tue morali che non solo ingabbiano gli altri, ma ingabbiano anche te dentro piccole prigioni senza fine. 


Ti chiedo di pensare che c’è una vita che ti suggerisce il cammino, ciò che per te è vitale, ciò che è importante scoprire, ciò che è indispensabile sperimentare e ciò a cui è essenziale lasciarti andare. Tutto questo è più importante del passato a cui devi essere coerente, delle promesse che hai fatto.


Questo non significa che la libertà sia lasciar andar tutto o ribellarsi sposando una totale assenza di regole. Anche in questa ribellione può esserci una grande prigionia. La libertà invece è profondo ascolto di ciò che ci nutre davvero nel profondo, che ci sostiene, che ci tiene in vita davvero. 


E’ totale fedeltà a questo principio di vita. 


Nessuno di noi può pensare di essere lontano da questo straordinario binario fantasioso e creativo che prevede passi apparentemente casuali ma che ci permette di creare in questo mondo a immagine e somiglianza di quel regno di cui abbiamo fatto esperienza. 


Questo non è un libro, non sarebbe esistito se avessi dato la priorità alle regole di come si struttura un libro. Non sei d’accordo? Io ho creduto che dentro queste parole ci fosse un ordine che non aveva l’obiettivo di mostrare a te quanto fossi un bravo scrittore coerente con le regole di chi veramente lo fa di professione. 


Ho prestato fedeltà a questa forza profonda che mi ha guidato affinché tu potessi ricevere nel modo che riteneva più opportuno tutte le parole più importanti. Voleva sorpassare anche solo per pochi istanti le tue diffidenze, le tue paure così da farti fare un’esperienza, anche solo per un istante, dello scioglimento di quel macigno posizionato in quella parte del corpo che ancora adesso senti tesa. 


Sono allineato perfettamente alla meta che mi si impone. Entrare e squarciare per un attimo la tua paura e metterti nelle braccia di quella forza che ti permette di esser vivo, di ricevere il respiro e il sangue che fa battere il tuo cuore ora. 


Siamo nati nella pancia calda di nostra madre senza nessun merito, senza nessuno sforzo. 


Abbiamo ricevuto cibo, amore e una crescita spontanea del nostro corpo. 


La costruzione del nostro cuore, del nostro cervello, dei nostri organi ancora oggi continua grazie a quel principio di crescita.


Qualcuno ci ha convinto che abbiamo un controllo su tutto questo, ma in realtà sappiamo bene che ciò che abbiamo ottenuto con il controllo è ben poca cosa rispetto a ciò che abbiamo ricevuto dalla provvidenzialità della vita. 


Adesso ricevi il respiro, ricevi i battiti del tuo cuore, ricevi dei pensieri, ricevi delle intuizioni, ricevi la voglia di vivere. Ricevi anche queste parole come se provenissero dal profondo del tuo essere, un luogo sconosciuto alla massa, per te sempre più familiare.


Cosa puoi dire di aver conquistato? Non è forse vero che dopo tanti sforzi, tanto prodigarci nell’ottenere risultati, un giorno ci accorgiamo che non stiamo ottenendo nulla di così importante?


Disperati per la tanta fatica e i pochi risultati raggiunti cediamo, usciamo dal mondo, ci diamo il permesso di maledire queste prigioni che ci siamo creati. 


Questo mondo che chiede, chiede, chiede e noi che eseguiamo, eseguiamo, eseguiamo. 


Ecco, ci sono dei momenti in cui abbiamo la capacità di riconoscere il nostro fallimento profondo e allora respiriamo, lasciamo tutto per un istante perché sappiamo di non farcela davvero più. 


In quel preciso istante un respiro più profondo arriva a noi, un corpo più pronto, più desto, dei pensieri più chiari, una forza più profonda, giunge a noi e ci da il coraggio di ripartire dall’essenziale, da ciò che in fondo non abbiamo mai perso. 


Poi ce lo dimentichiamo e continuiamo a pensare di essere noi gli artefici della nostra vita e dopo tanti tentativi falliamo nuovamente.


Facciamo così di nuovo l’esperienza del ripartire da un’energia che viene da al di là dei nostri sforzi e del nostro controllo.


Questa è la provvidenza. 



Come nella favola di Pollicino, le molliche della provvidenza ti guidano nella giusta strada passo dopo passo con intuizioni semplici. 


Per poter far sì che la provvidenza si prenda cura di noi abbiamo solo bisogno di abbandonare per un istante la nostra sfiducia, quei tentativi di salvarci che sono nati da quell’umiliazione. 


Per un istante accettare che possiamo essere guidati di nuovo anche se abbiamo subìto la ferita dell’umiliazione, perché la nostra natura più profonda non è stata mai corrotta.


Questo fa la provvidenza per te. Continua oggi a costruire la tua vita su un sentiero saldo, ricco di vita e di colori. 


Le contraddizioni a questo punto nella tua vita le vedranno solo le persone troppo aggrappate alle proprie regole e alla proprie false certezze.


Tu invece sentirai di essere nel sentiero e quante persone saranno liberate unicamente dalla tua presenza, dal tuo stare al mondo che rispecchia pienamente un ritmo interno. 


Sarai una liberazione per chi veramente desidera che la libertà sia il perno della propria esistenza e si è stancato di faticare inutilmente. 


Il segreto non è tanto aspettare il momento in cui tutti i tuoi dubbi, le tue paure, le tue ansie, le tue insicurezze, le tue tensioni corporee si saranno dissolte, dissipate per poter finalmente concederti uno spazio di tempo.


Come abbiamo detto, nell’eterno spazio che sei, anche le preoccupazioni, i dolori e ciò che adesso ti sembra così negativo in te, in realtà assume il suo vero valore. 


Se prima scappavi pensando di essere rincorso da un mostro letale, ora ti accorgi che fuggivi semplicemente dall’ombra di un filo d’erba, che aveva preso una piega un po’ strana tale da rendere la sua ombra apparentemente mostruosa.


Ecco cos’è il risveglio, c’è spazio per ogni cosa, perché nella realtà ciò che oggi ritieni il tuo più grande nemico è qualcosa di assolutamente neutro, parte della natura e che è presente insieme ad altri miliardi di esperienze, miliardi di oggetti interiori. Non prende il sopravvento  e per questo non richiede un'eliminazione. 


Ora, così come sei, in tutta la tua complessità,


sei vivo

Oltre la Genitorialità terrena: lettera sincera a mio padre

“Chi ama il padre e la madre più di me non è degno di me”


Una lettera a mio padre come esempio di come discernere tra riconoscimento, riconoscere l’odio che abbiamo ricevuto dai genitori, dagli insegnanti, è solo un esempio, nel rapporto con lo spirito, in un ottica eterna, dividere, discernere, lasciar andare il male, riconoscerlo e riconoscere il bene. Questo ci rende forti, creativi. La condivido, scritta in un momento di ispirazione, credo possa dirti in modo esplicito con la mia stessa vita, rinunciare al male ricevuto per interrompere questa catena di male e accogliere il bene, riconoscendo che dietro questo c’era Dio. Anche tu sei chiamato ad abbandonare l’attaccamento e il potere alle autorità della terra, riconoscendo che dietro il male c’era l’accusa, il virus, che dietro il bene lo Spirito che per canali aperti della persona operava nella vostra vita. Ritornare all’Amore eterno, al padre, all’amico, al fratello, alla madre eterna, che sempre si prende cura di noi. Allora perché riceviamo il male, per questa accusa che opera in noi, ma il nostro compito è vincerla per sempre in noi e portare questo fiore a tutti “Siate come il padre mio che è nei cieli che fa splendere il suo sole sui cattivi e sui giusti perché è la sua natura” la nostra fioritura ci porterà ad amare.



Ed ecco qui la lettera:


Ho sempre pensato che essere un vero uomo significasse sviluppare l'abilità di far rispettare i miei diritti, difendendomi con tutte le mie forze, mostrandomi onnipotente. Ho ammirato "i forti" e mi sono sentito di voler imparare da loro, senza sentirmene mai all'altezza.


Ora, finalmente, sono riuscito a immaginare un uomo nuovo. Sa divertirsi, piangere e mostrarsi fragile. Ha imparato a essere sincero e a chiedere scusa.


Per realizzarlo però so di dover perdonare mio padre.


Se potessi sentirmi, forse oggi troverei il coraggio di parlarti diversamente.

Non avrei mai voluto incrociare il tuo sguardo pieno di rabbia. E' per lui, forse, che ancora oggi mi capita così raramente di riuscire a farmi vedere e amare in modo totale da qualcuno.


Ed è per questo che a volte ancora ti odio. 

Mi dispiace davvero.


Oggi sono un uomo anche io però e mi accorgo di quanto sia difficile non lasciarmi sommergere da questa marea di difese e paure che mi porto dentro. 

Ci invadono da generazioni come virus, letali e inconsapevoli.


Per questo ti perdono.

Non per bontà. 


Solo perché ora so di essere fallibile proprio come te.

In questo modo regalo a me stesso un po' di compassione.


Grazie a te ho scoperto la mia intera vocazione. 

Voglio regalare ai miei fratelli il tuo sguardo liberante e 

voglio proteggerli dai tuoi comportamenti pieni di paura.


Se ci sei ancora non posso saperlo, 

ma ti incontro ancora oggi nei doni che mi hai fatto. 


Quelli dove non hai preteso nulla in cambio.


Grazie a loro hai generato in me una forza autentica. 


La custodirò finché un giorno, se la vita è davvero eterna come la sperimento ora, riusciremo a riconciliarci totalmente, riscoprendoci finalmente fratelli.




I PASSI PER UNA MEDITAZIONE CHE GIUNGA AD UNA PREGHIERA DEL CUORE:

Una mappa e uno schema degli aspetti fondamentali per una meditazione del cuore che giunge fino ad una preghiera profonda. 



Riconoscere la propria condizione presente 

Non è ciò che siamo ma ciò che sentiamo di essere e che stiamo cercando di combattere o che ci sta schiacciando. Questo significa partire dalla verità. 


Ammettere di aver fallito nel nostro tentativo di porre rimedio alla nostra condizione di solitudine, mancanza e assenza di felicità. Questo aspetto è fondamentale in quanto non ammettendo di avere difficoltà a sciogliere da soli i nodi esistenziali resteremo di fatto solo nel gestirli accrescendo così di giorno in giorno il nostro senso di fatica e di sforzo 


Chiedere un profondo sostegno al nucleo esistenza, allo Spirito d'Amore chiedendo di prendersi cura di noi. Per evitare di creare confusione è necessario sapere che tutto ciò che è accusa non può rientrare in questo sostegno. La voce vera della nostra realtà somiglierà più a qualcuno che ci ha amato e ci ha guardato per cioè he realmente siamo, non ci ha giudicati e ci ha consentito di essere noi stessi senza vergogna. Tutte le convinzioni religiose a volte portano concetti morali e molta confusione, impedendo di fatto una connessione reale. Il paradigma centrale è che un essere umano amato in ciò che è può fiorire e in questo fiorire migliorare anche, ma il miglioramento è sempre conseguenza, mai precondizione. 


Restare in contatto con un soffio di vita, un amore che si comunicherà a noi a suo modo e accogliere ciò che vorrà trasmetterci. Rispetterà il nostro canale più ricco, ad alcuni potrebbero sorgere intuizioni, immagini, parole d'amore, oppure sensazioni nuove. Lascia che avvenga tutto nella semplicità più estrema, non c'è necessità di forzare le cose. Osserva con curiosità il modo che lo Spirito ha di comunicare con te. 


Metti in comunione e dona ciò che è una tua caratteristica naturale. Il talento, ciò che ami donare fare è la tua missione sulla terra. Far giungere l'amore, attraverso la tua caratteristica specifica, a chi ha sperimentato il tuo vuoto, ora per te colmato da Dio, è la tua missione. È ciò che ti darà la gioia e manterrà vivo il risveglio. Pertanto non perderti nel donare cose che non appartengono alla tua natura, per quanto possano giudicarti, rivolgiti a donare ciò che ami e in cui ti senti te stesso e lo Spirito si comunicherà attraverso di te e tramite questo dono lo sentirai sempre presente e vivo. Questo è l'aspetto concreto. Per questo è così importante la riflessione abbiamo fatto in altri testi sul cambiamento dello stile di vita, in quanto l'allineamento a questa missione è centrale per una felicità piena. Il lavoro come è pensato oggi è semplicemente schiavitù. Tu sei chiamato ad essere un intermediario della realtà divina. Se vorrai un aiuto a scoprire questo talento specifico posso darti una mano gratuitamente. Questo è il vero esercizio spirituale, scoprire chi sei e rendere questo il ponte tra il cielo e la terra. 

PRINCIPI ESSENZIALI PER PORTARE LA MEDITAZIONE IN OGNI ISTANTE DELLA VITA Grazie a questi principi potrai semplicemente accordarti ad una fonte di vita che ti vuole libero pienamente. Sono principi in controtendenza rispetto ai valori sociali, che si reggono sullo sforzo volontario dell'essere umano. Interiorizzare queste prospettive significa semplicemente agire e pensare a partire da una fonte di ispirazione e non da una mancanza. Leggi con lentezza.


  • La sofferenza è parte della realtà, il dolore è fondamentale. Sentire il dolore degli altri, sentire il dolore dell’umanità, porta ad una compassione per l’innocenza, un amore profondo. Non cercare di eliminarlo, semplicemente invece di inserire quel cucchiaio amaro in una tazzina di caffè, immergilo nell’immensità dell’Oceano Spirituale, quel dolore avrà il giusto peso e sarà di profondo aiuto.


  • Un errore fondamentale della meditazione è credere che una volta osservati i nostri pensieri e raggiunta l’illuminazione, saremo scomparsi come esseri umani. Questo è assurdo. Illuminarsi significa lasciarsi illuminare nelle proprie caratteristiche naturali così da esaltarle e renderle nobili, sacre, non eliminarle. Affidarsi allo Spirito, alla Coscienza che è madre e sorella, significa essere illuminati nella nostra fioritura originale. Sarai più pienamente te stesso, non meno.


  • Mezza luna. Bella luminosa, delle nuvole che scorrono veloci nella notte e un bosco pieno di piante. Sono rimasto ad osservarla fino alle 3 del mattino, dopo una meditazione e mi sentivo come lei. Ogni elemento del paesaggio è bellissimo, la luce ci permette di brillare e da questo punto osservo queste nuvole scorrere e mi accorgo di ogni elemento dell’osservazione. Questa metafora perfetta per l’osservazione dei nostri processi interiori che possono esistere, che sono impermalenti, lasciando intatta la nostra natura di splendide anime illuminate dalla grazia dello spirito.



  • Il male principale che blocca una vita è l’accusa. La moralizzazione ci porta a credere che il miglioramento deriverebbe da una maggiore accusa, quando l’unica fonte della trasformazione è un amore totale. Se ti senti bloccato non è perché non fai abbastanza, ma perché stai facendo troppo per cambiarti, c’è un infinito amore a cui far ritorno che ti sostiene.


  • Cerchi di tirarti fuori da solo dai problemi, fai una fatica importante e sembra non avvenire niente, quando all’improvviso ti abbandoni, ti ricordi che ti svaluti senza accorgertene, non ce la fai da solo e allora ti apri all’amore e chiedi a Dio di sostenerti. Improvvisamente ti accorgi che sei sempre stato amato, ma tutta quella tua fatica e sforzo ti impedivano di sentirti sostenuto. Questa è l’essenza della preghiera.


  • Affida tutte le tue preoccupazioni allo spirito, in quanto tu nel tentativo di risolverle le consolidi e le rendi reali. I problemi non possono mai essere risolti, semplicemente possono dissolversi alla luce di una comprensione più ampia, di una coscienza infinita che li osserva. Una volta affidate le tue preoccupazioni ti giungerà una ispirazione in cui il problema semplicemente sembrerà non essere mai esistito.


  • Spesso ci indicano la gratitudine come mezzo per star meglio, ma ringraziamo solo per ciò che riteniamo positivo. Ricordiamo invece che ogni elemento della vita, anche ciò che ci ferisce, se bene non inviato da dio, ci può portare nella delusione che ci provoca a centrarci ancora più profondamente nella luce del cielo. Un padre che non ci ama è una disgrazia, ma in un sentiero spirituale, comprendiamo che proprio grazie a quella delusione ci siamo incamminati verso l’interno e abbiamo trovato una padre infinito che ci sostiene da sempre. Con una vista sacra ogni elemento della vita è da ringraziare. Alcune volte giungono carezze e altre volte delusioni che ci portano ancora più in profondità nella fiducia in Dio.


  • Sotto la superficie delle idiozie umane e delle violenze e delle strade sbagliate c’è un dolore profondo, una umiliazione rispetto alla propria innocenza. Respira nel tuo cuore e consegna a Dio questo dolore profondo e rimanda indietro all’umanità un soffio di trasformazione, di purificazione. Inchinati poi all’innocenza umana e mettiti in adorazione, completamente indifeso, completamente innocente. Questo è il luogo in cui sei connesso all’umanità, nessuno ti chiede di perdonare le infamità che hai ricevuto, ma di risentirti connesso con ogni singolo essere a partire da questa innocenza che vi rende amici intimi.


  • Di fronte ad un sasso che ostacola il suo cammino, non comincia ad offendere il sasso o a contrastarlo o a piangere perché la blocca, l’acqua, connessa con la sua missione innata di scorrere, semplicemente scorre nelle vie più semplici che gli si aprono davanti. L’acqua non è orgogliosa, l’acqua non deve dimostrare di valere più del sasso, l’acqua ama solo scorrere e restare se stessa.  Tu sii come l’acqua sempre, abbandona, l’orgoglio e chiediti quale direzione è più semplice per te per continuare a scorrere, passa dal concetto di rivoluzione a quello di creazione, nelle strade per te aperte puoi creare adesso.


  • La vera forza è rappresentata dalla quercia, che è centenaria, è rispettata da tutti. Se qualcuno lancia della immondizia davanti ai suoi piedi è evidente che l’idiota è chi ha fatto questo gesto. Sei come la quercia, profondamente radicato nelle tue radici, che ricevono linfa dalla vita eterna. Sei connesso con il cielo con la tua tensione sana di salire verso l’alto con i tuoi rami. Sei le foglie che crescono rigogliose, sei il cadere delle foglie con il dolore che comporta, mentre si preparano i nuovi germogli. Questo sia il tuo modello di forza, sia il modello della tua vita.


  • La volpe è un animale intelligente. Ispirati alla sua forza. Saggiamente e lentamente agisce in modo astuto al fine di giungere alla meta. La volpe, così come è rappresentata nell’immaginario collettivo, non è orgogliosa, non gli importa di mostrarsi aggressiva, ma giunge al punto, lascia andare le vie inutili. Cerca di somigliare più ad Ulisse che ad Achille. Non hai bisogno di mostrarti invincibile, cerca di essere invincibile con l’intelligenza e le ispirazioni dello Spirito che ti guida. Questa sia la tua unica forza. La dignità ti viene data dall’interno. All’esterno sii saggio e preciso nell’azioni. Rivolgi le abilità della volpe al bene.



  • Noi viviamo in un miracolo, nel desiderio e nella provvidenza. Crediamo di dover raggiungere delle mete precise per poter sentire la realizzazione del nostro desiderio. Riappropriati del potere che hai dato a questi oggetti e senti una soddisfazione che ti viene sempre donata dall’alto. Chiedi al Cielo di donarti la soddisfazione piena, di mantenere le tue mete, i tuoi obiettivi e i tuoi desideri, perché sono importanti, ma chiedi ispirazione, affidati alle sue mani per essere sostenuto nei momenti complessi,. Sappi che sarai sostenuto e lascia andare sempre più verso l’alto le tue mete rendendole sempre più complete, ricche di amore, di ambizione, di divinità, di piacere profondo, di soddisfazione, di realizzazione. Insomma lasciati ispirare e fa si che tutto si trasformi nella benedizione del cielo. Nulla è sbagliato se affidato alla nostra madre.




  • La danza è l’essenza della vita innocente. Da piccoli danzavamo in modo spontaneo e questo ci connetteva con la legge armonica delle stelle. Siamo immensamente saggi in questa danza, siamo amati profondamente e una madre, una coscienza infinita che ci è amica e soprattutto ci ama, ci lascia liberi di danzare e ci dà il coraggio di farlo nuovamente. Da piccoli abbiamo interrotto questa danza, ma oggi possiamo riprenderla con il sostegno infinito di Dio che ci dà la dignità di danzare e giocare di nuovo. In questo gioco, nella danza del nostro corpo e del nostro talento la nostra anima torna a donare i suoi frutti originari e illumina nuovamente tutta l’umanità. Qui si raggiunge un’estasi costantemente generata dal dono di sé.




  • La nostra libertà è sempre sana, siamo stati creati sani, belli, naturali. Ciò che ci danneggia è questo credere di non essere già perfetti e questa lotta costante. La tua libertà è perfetta. Spesso ciò che vediamo e critichiamo sono le ribellioni alle repressioni, non la libertà. Impara ad affidarti all’ispirazione che sempre conduce il tuo essere libero alla gioia più piena, alla piena soddisfazione.



  • Sei debole, puoi esserlo. L’uomo è schiavo per tante ragioni, ma la principale è dover dimostrare di non avere degli handicap. Amerebbe non avere alcun difetto. Esiste un elemento dato in dotazione dalla nostra storia che ci rende deboli. Ciascuno di noi lo è. Allenati a dire “Sono debole”.  L’uomo che si libera dal dover sempre dimostrare di essere all’altezza è libero realmente. La pace che deriva dall’ammissione del proprio difetto, che sempre cerchiamo di ignorare e compensare, è qualcosa che dona una felicità profonda. Il rilassamento è parte di questa estasi che possiamo ricevere dalla relazione spirituale. La pace del cuore arriva per chi può accettare la propria debolezza.



















 
 
 

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